27 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Novembre 2021 alle 13:00:00

Cronaca

Prestiti a strozzo, 5 arresti. Interessi del 160 per cento

Presi dalla Finanza presunti cravattari. Uno è sfuggito all’arresto. Imprenditori e commercianti tra le vittime

Avrebbero prestato soldi a strozzo a imprenditori e commercianti con interessi che arrivavano fino al 160 per cento.

Quattro tarantini sono stati già arrestati della Guardia di Finanza, un quinto è ricercato. 


In carcere è finito il sessantaduenne Emanuele Cellamare, ai domiciliari il settantenne Vittorio Di Bello, il quarantacinquenne Davide Tagliente e il quarantaseienne Giuseppe Perelli. Un provvedimento restrittivo ai domiciliari è stato emesso anche nei confronti del cinquantatreenne Emilio Conte che al momento è irreperibile. L’operazione antiusura denominata “Figaro” è stata condotta all’alba di oggi dai militari del gruppo di Taranto diretti dal maggiore Domenico Mallia.

Le indagini hanno avuto inizio nel 2011, dopo le denunce nei confronti di Cellamare e di Perelli, attraverso riprese filmate e intercettazioni telefoniche e ambientali. Gli investigatori delle Fiamme Gialle hanno scoperto un giro di usura avviato da Cellamare, Perelli e Conte  i quali si sarebbero avvalsi della collaborazione di Tagliente e  Di Bello. Questi ultimi avevano il compito di trovare nuovi clienti. 

Inoltre tenevano i contatti con le trenta vittime identificate dalla Finanza. Le contattavano per farsi consegnare i soldi e gli interessi oscillanti tra il  90 ed il 160% annui. I finanzieri hanno accertato che il 53enne, che al momento è ricercato, avrebbe prestato cospicue somme di denaro al Cellamare  affinchè le utilizzasse per fini usurari, con conseguenti profitti per entrambi.

Nel corso delle indagini le Fiamme Gialle hanno posto sotto sequestro numerosissimi titoli di credito, per un valore di circa 40 mila euro, nonché una pistola con matricola limata che due degli indagati avevano nascosto all’interno di un appartamento di proprietà di un’anziana, vittima dei presunti cravattari.

L’autorità giudiziaria ha inoltre  disposto il sequestro preventivo di beni immobili, auto e polizze assicurative per un valore di circa 150 mila euro. Il reato di  esercizio abusivo di attività finanziaria è stato contestato in tutti i casi in cui sono stati accertati prestiti di denaro e  per i quali non sono stati raccolti elementi sufficienti a stabilirne il tasso di interesse.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche