27 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 27 Novembre 2020 alle 11:41:49

Cronaca

Dopo il maltempo si contano i danni. Colpiti agricoltura e turismo

Il grido di dolore lanciato dalla Cia: aspettiamo ancora i fondi delle calamità degli anni scorsi


Passata (quasi) l'emergenza meteo, è già tempo di fare la conta dei danni. E quelli più pesanti, naturalmente, riguardano il comparto agricolo.

A lanciare il grido di dolore è la Cia, Confederazione Italiana Agricoltori di Taranto, che segnala che le abbondanti piogge di questo fine settimana stanno mettendo in grave difficoltà il territorio di Castellaneta. In particolare, strade rurali, molti ettari di ortaggi e vigneti da tavola e da vino, frutteti e agrumeti, sono stati completamente distrutti; danneggiati anche capannoni e abitazioni.

«Ricordiamo – si legge nella nota – che alcuni territori erano stati già devastati dall’alluvione del 2003, del 2011 e del 7 e 8 ottobre 2013. Molti imprenditori agricoli avevano già subito gravi danni allora e ancora oggi, a distanza di anni, aspettano il ristoro dei danni subiti. Questa volta la situazione è peggiorata ulteriormente poiché il fiume Lato non riuscendo a defluire a causa del mare agitato per i venti provenienti da sud, ha invaso lateralmente terreni, abitazioni e villaggi turistici».

«Peraltro – aggiunge la Cia -, la mancata manutenzione dei canali di scolo non ha fatto altro che aggravare la situazione e rendere difficile il deflusso delle acque. La pioggia rende difficile anche la percorribilità delle strade statali, provinciali e rurali e gli accessi nelle aziende a causa della presenza di fango e detriti trasportati dalla violenza dell’acqua, in qualche zona vi sono ponti crollati.
Naturalmente la nostra amarezza è quella di constatare che, nonostante il territorio di Castellaneta venga devastato da nord a sud dalla furia delle acque, si ripete la stessa ed identica situazione: raccolta delle segnalazioni di danni, richiesta di riconoscimento della calamità atmosferica e successiva presentazione delle domande, dopodiché passano gli anni e le aziende non ricevono alcunché».

Scoppia la rabbia tra gli imprenditori agricoli che denunciano peraltro strade dissestate o addirittura chiuse, canali di scolo della bonifica in crisi di deflusso ed i terreni circostanti allagati con conseguente rischio di fenomeni di marciume radicale delle piante.

La Cia chiede alla Regione Puglia e al Governo nazionale «interventi urgenti e tempestivi per la messa in sicurezza di un territorio devastato». 

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