Cronaca

Droga nella città vecchia, 13 arresti. Comandavano le donne

Nel mirino degli agenti della Squadra Mobile è finita la famiglia Castiglione-Seprano


Lo spaccio della droga era un affare di famiglia, con al comando le donne, e la centrale era in vico Serafico, nella città vecchia. Tredici gli arresti all’alba di oggi in un blitz condotto dai poliziotti della Squadra Mobile.

Nel mirino degli agenti in borghese diretti dal dottor Roberto Giuseppe Pititto la famiglia Castiglione -Seprano. In carcere  sono finiti mariti,  mogli, conviventi e fratelli.  Incastrati dalle riprese  filmate e dai servizi di appostamento  fatti dagli investigatori  tra maggio e settembre,  avrebbero utilizzato anche vedette per controllare i movimenti delle forze dell’ordine. 

Al market della droga situato nel cuore del borgo antico  si spacciava cocaina e hashish ma anche metadone. Tutto è iniziato a metà maggio quando la polizia  ha messo sotto osservazione vico Serafico in cui abita quasi esclusivamente  il nucleo familiare Castiglione-Seprano. 

I poliziotti hanno subito notato che la zona era costantemente presidiata da numerosi “collaboratori”  del gruppo che ricoprivano il ruolo di sentinella. Erano un punto di riferimento per numerosi tossicodipendenti che  raggiungevano il vicolo della città vecchia per acquistare le dosi. Gli investigatori avevano poi notato che dalla finestra dell’abitazione nella disponibilità della famiglia Castiglione, uno degli arrestati aveva lanciato le dosi agli acquirenti. Poi in un altro immobile avevano sequestrato un bilancino di precisione e altro materiale utilizzato per il confezionamento della sostanza stupefacente. Lo spaccio sarebbe avvenuto a tutte le ore del giorno, anche alla luce del sole.

Secondo l’accusa Giacomo Castiglione spesso fungeva da collettore degli incassi realizzati dai vari spacciatori i quali si alternavano 24 ore su 24. Tutti avevano un ruolo: chi intascava il denaro, chi consegnava la dose,  chi faceva il palo, chi prelevava  o faceva approvvigionamenti. Modello Scampia c’era chi non esitava a contare i soldi ricevuti dai tossicodipendenti stando seduto ad un tavolo sistemato per strada.

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