Cronaca

Lavori a Palazzo degli Uffici, allarme sicurezza

Ieri il sopralluogo del Comune nel cantiere del Borgo: necessario ‘blindare’ la struttura


La priorità è mettere in sicurezza lo stabile. Dopo ci sarà abbondantemente tempo per tutti i tipi di polemica. L’argomento è quello che ormai tiene banco da anni: la ristrutturazione di Palazzo degli Uffici.

Ieri sera dopo l’ennesimo stop ai lavori, c’è stato un sopralluogo da parte del Comune alla presenza dell’assessore ai lavori pubblici Lucio Lonoce, del dirigente del settore Aniello Moccia e di rappresentanti del consorzio Aedars e della ditta incaricata dei  lavori.


“Da parte del dirigente sono state fatte delle contestazioni – riferisce l’assessore – relative allo stop ai lavori: perchè sono stati fermati? Si doveva prima mettere in sicurezza lo stabile. L’azienda si è fermata perchè a sua volta il consorzio non le avrebbe pagato i lavori. La contestazione noi l’abbiamo però rivolta al consorzio”.

Nei giorni scorsi lo stesso consorzio era salito agli altari delle cronache nazionali per una notizia rimbalzata da Milano: il Comune meneghino ha rescisso il contratto con Aedars per il rischio di infiltrazioni mafiose. Inevitabili le ripercussioni anche a Taranto dove il Comune ha fatto sapere di aver avviato l’iter in vista della rescissione del contratto: “stanno completando l’istruttoria, con il parere dell’Avvocatura” dice Lonoce che conferma di aver ricevuto comunque dalla prefettura di Roma l’informativa sulla interdizione dai pubblici appalti del consorzio. 

“Ma, indipendentemente  dall’interdizione, per la quale il consorzio ha fatto sapere che ricorrerà al Tar, devono mettere in sicurezza il palazzo”. Le risposte arriveranno entro il 10, data alla quale la riunione è stata aggiornata. Sarà l’occasione anche per pianificare l’intervento chiesto dal Comune che vuole indietreggiare la recinzione del cantiere per recuperare dai 60 ai 70 posti auto su piazza Garibaldi. Poi la questione dei volumi da salvare della biblioteca e dell’archivio storico dell’Archita. “Per questo aspetto è il preside che deve fare richiesta alla Provincia, competente per le scuole superiori”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche