04 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 04 Agosto 2021 alle 20:35:00

Cronaca

No alla Fiom, elezioni delle Rsu valide

“Ambiente svenduto”: Capogrosso rinuncia all’interrogatorio. Bondi: Nel 2013 due milioni di tonnellate d’acciaio in meno


Il giudice Antonio Pensato rigetta il ricorso della Fiom, che dovrà anche pagare le spese agli altri sindacati, sgombrando il campo da ogni dubbio sulla validità delle elezioni per il rinnovo delle Rsu all’Ilva.

Quella consultazione, è il verdetto di stamattina, è legittima.

L’udienza si è tenuta il 10 dicembre scorso. Il dato più significativo emerso dal voto delle tute blu il 27, 28 e 29 novembre era stato proprio il tracollo della sigla metalmeccanica della Cgil, con la Uilm confermatasi al primo posto con 2.807 voti; alla Fim Cisl 1.668, all'Usb – vera sorpresa – 1.577, alla Fiom 1.139, alla Flm Cub 100 e alla Fismic 88. Nella precedente Rsu, invece, la Uilm era prima, la Fiom seconda e la Fim terza. Alla base del ricorso, bocciato, della Fiom, la questione relativa alla ‘legge elettorale’ con la mancata stipula del nuovo accordo tra le sigle confederali.

Si è votato, quindi, con le vecchie regole del ‘93: due terzi dei seggi assegnati su base elettorale proporazionale, un terzo con designazione da parte dei sindacati (sempre su base proporzionale). Un sistema sconfessato dalla Fiom nel 2009, con la rinuncia alla propria quota di ‘designati’. Il sindacato guidato a livello nazionale da Maurizio Landini aveva chiesto un rinvio delle elezioni sino ad un nuovo accordo, chiedendo in alternativa che il giudice introducesse un sistema elettorale senza riserva di designazione del terzo. La Uilm si è costituita in giudizio a mezzo dell’avvocato Guglielmo De Feis, come la Fim, tramite l’avvocato Giuseppe Iaia, e l’Usb, costituitasi con l’avvocato Mario Soggia.

Dura la reazione del segretario nazionale Fim-Cisl, Marco Bentivogli: “La sentenza di oggi è l’ennesima sconfitta della via giudiziaria come surrogato alla lotta di classe” si legge in una nota. “Dopo aver dimezzato le preferenze nello stabilimento Ilva di Taranto, la Fiom ha ora il compito di riflettere sulla sua linea politica e sul suo gruppo dirigente, che la sta condannando ad accumulare solo sconfitte”.

Sempre oggi, Luigi Capogrosso, ex direttore dello stabilimento Ilva, ha rinunciato all’interrogatorio nell’ambito dell’inchiesta Ambiente svenduto. Una decisione annunciata e quindi formalizzata dal suo legale, l’avvocato Egidio Albanese. Diversi, del resto, gli indagati che hanno scelto questa strada.

Lunedì, invece, il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ed il direttore generale dell’Arpa, Giorgio Assennato, dovrebbero rispondere alle domande dei magistrati, in un appuntamento che si annuncia molto importante nell’inchiesta sul disastro ambientale di Taranto. Ancora, in giornata, spazio alla conferenza dei servizi sulle bonifiche, mentre il commissario dell'Ilva, Enrico Bondi, nella relazione con cui effettua un primo rendiconto della sua gestione, scrive che nei primi dieci mesi del 2013, raffrontati col 2012, la posizione finanziaria netta dell'azienda è rimasta “sostanzialmente inalterata”.

Nel 2013 le vendite dovrebbero infatti chiudersi con un calo di 2 milioni di tonnellate di acciaio. Si scende a 6 milioni e 300mila tonnellate rispetto agli 8 milioni e 300mila tonnellate del 2012. Le vendite di quest’anno sono costituite da 2 milioni e 188mila dall’1 gennaio al 31 maggio, 2 milioni e 246mila dall’1 giugno al 30 settembre e un milione e 900mila dal 30 settembre al 31 dicembre, ma l’ultimo trimestre è calcolato sulla base di stime mentre i dati precedenti sono a consuntivo.

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