Cronaca

Concorso truccato all’Università, le carte ai Pm

In palio un posto da ricercatore di diritto commerciale. L’allora rettore Petrocelli aveva inviato gli atti alla Procura della Repubblica di Bari


“Ha vinto un candidato con un profilo professionale di tutto rispetto e sicuramente col miglior curriculum, tra l’altro visionabile sul sito della facoltà. Il fatto che ci sia stato un esposto e che il Rettore abbia dovuto inviare gli atti alla Procura della Repubblica non intacca minimamente le scelte della Facoltà”.

Così il prof. Bruno Notarnicola, allora preside di Facoltà, provava a spegnere le polemiche sul concorso per un posto di ricercatore in diritto commerciale, bandito dall’Università di Bari, Facoltà di Economia per la sede di Taranto.

Parole, quelle del prof. Notarnicola, che oggi, a distanza di qualche anno, sono state smentite dai giudici amministrativi del Consiglio di Stato, che hanno accolto il ricorso di un’altra candidata – la tarantina dottoressa Monica Bruno – e disposto un nuovo concorso, con una diversa commissione esaminatrice.

E se la giustizia amministrativa ha fatto il suo corso, è da ricordare che lo stesso prof. Corrado Petrocelli, all’epoca dei fatti (parliamo del maggio 2011) dopo aver approvato gli atti della procedura, inviò comunque il carteggio alla Procura di Bari, mentre le associazioni studentesche occupano la Facoltà, chiedendosi come mai Notarnicola, alla luce dell’invio alla Procura degli atti, avesse convocato il consiglio con all’ordine del giorno la presa di servizio del dottor Sanseverino, vincitore del concorso. Nella loro sentenza, i giudici del Consiglio di Stato hanno però ‘bocciato’ il giudizio della commissione, che “avrebbe irragionevolmente sottovalutato i titoli dalla stessa vantati, sopravvalutando invece, in maniera altrettanto illogica ed immotivata, i titoli del dottor Giuseppe Sanseverino”.

“Il giudizio finale di prevalenza per il dottor Sanseverino espresso dalla commissione risulta, invero, affetto dal vizio di difetto di motivazione e da elementi sintomatici di eccesso di potere” scrive il Consiglio di Stato.  “In particolare, la commissione non ha adeguatamente considerato una pluralità di elementi di fatto e ha omesso di motivare alcuni passaggi fondamentali del percorso che la ha condotta al giudizio di preferenza del candidato dalla stessa individuato come vincitore. Proprio tali omissioni e tali lacune motivazionali rendono il giudizio finale di prevalenza del dottor Sanseverino sostanzialmente inattendibile”.

A comporre la commissione, i professori Gianvito Giannelli (università di Bari, membro interno), Ermanno Bocchini (università di Napoli), Gianmaria Paolucci (università di Bologna).

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