30 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 30 Luglio 2021 alle 05:47:00

Cronaca

Blitz in masseria, scoperto il covo dei rapinatori

I militari del Nucleo investigativo di Taranto hanno sequestrato sette pistole, un fucile, munizioni, passamontagna e guanti in lattice


Sequestrate le armi per le rapine. Il blitz dei carabinieri è scattato nella mattinata di ieri in una masseria situata in contrada “Specchia Tarantina”, nelle campagne di Martina Franca.

In azione i militari in borghese del Nucleo investigativo del comando provinciale, diretti dal tenente colonnello Giovanni Tamborrino e dal capitano Fabio Bianco. Gli investigatori con la collaborazione dei loro colleghi del Nucleo Cinofili di Modugno hanno eseguito un accurato controllo nei terreni di pertinenza della masseria di proprietà di un 39enne martinese, che è attualmente in carcere per inosservanza agli obblighi della sorveglianza speciale.

Nascosti tra la fitta vegetazione hanno rinvenuto una pistola modificata calibro 6.35, completa di caricatore, due  pistole ad aria compressa modificate e quindi capaci di sparare proiettili veri, una pistola ad aria compressa con canna modificata, due pistole scacciacani a tamburo calibro 9 , prive di tappo rosso, una pistola scacciacani modificata, calibro 8  priva di tappo rosso e completa di caricatore e un fucile monocanna ad aria compressa perfettamente funzionante con canna modificata e idoneo ad esplodere cartucce di medio calibro. Oltre alle armi hanno sequestrato 214 cartucce per fucile calibro 12, tre passamontagna di colore nero, un paio di guanti in lattice e una cassaforte in metallo, priva di marca e matricola, con sportello danneggiato.

Il forziere presumibilmente è stato portato via durante un colpo. I carabinieri hanno denunciato il sorvegliato speciale per detenzione illegale di armi e di munizioni. Non è escluso che le custodisse per conto di una banda specializzata nelle rapine e molto attiva nel versante occidentale della provincia jonica ma anche bel brindisino. Le pistole e il fucile saranno inviati al Ris di Roma per essere sottoposti ad accertamenti tecnico-balistici per verificarne se siano stati utilizzati in episodi criminosi avvenuti tra Taranto e Brindisi.

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