Svincolo di mandato | Tarantobuonasera

09 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 08 Dicembre 2021 alle 22:53:00

foto di Giovanni Vianello
Giovanni Vianello

E sono nove. In principio furono Alessandro Furnari e Vincenza Labriola, i primi a salutare il marchio Cinquestelle appena entrati in contatto con i velluti di Montecitorio. Poi sono arrivati i saluti di Francesco Nevoli – che dei grillini era stato addirittura candidato sindaco – e degli altri due consiglieri comunali Massimo Battista e Rita Corvace. Nel frattempo alla Camera lo smottamento è proseguito con Rosalba De Giorgi, seguita a ruota da Alessandra Ermellino. In Europa, invece, è stata Rosa D’Amato a mollare gli ormeggi e a salpare verso altri lidi, nonostante i bellicosi propositi neospartani di “ribaltare i tavoli” a Strasburgo e a Bruxelles. A distanza di anni, e persino dopo il cambio di casacca, non risulta, a dire il vero, che gli arredi dei palazzi dell’Ue soffrano di particolari problemi di salute.
Infine, è arrivato lui: Giovanni Vianello, il duro e puro della prima ora. Ha impiegato tre anni e mezzo per scoprire la “sola” pentastellata in tema di Ilva e ambiente. Sarebbe stato l’alunno perfetto del maestro Manzi: non è mai troppo tardi.
Un esodo, quello dal M5S, che non ha proporzioni bibliche ma che lascia agevolmente intuire come votare Cinquestelle, almeno a Taranto, comporti un grosso rischio: voti un simbolo e poco dopo ti ritrovi il tuo “eletto” che indossa un’altra maglietta. Ma i Cinquestelle non erano quelli del “vincolo di mandato”? Quelli che volevano imprigionare i parlamentari alla lista d’appartenenza, mettendo le manette alla libertà di espressione e di scelta dei singoli deputati e senatori? Era un loro cavallo di battaglia: si sono smarriti la battaglia e se ne sono andati col cavallo.

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