16 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Ottobre 2021 alle 06:40:22

Cronaca News

“Biennale del Mediterraneo”, nel 2022 l’edizione pilota “Archipelago Taranto”

Il sindaco Melucci: «Non sarà un evento estemporaneo, ma qualcosa in grado di incidere in maniera duratura sul destino di cittadini e imprese»

Presentazione Biennale del Mediterraneo
Un momento della presentazione della Biennale del Mediterraneo

Il cammino della “Biennale del Mediterraneo” di Taranto, il grande evento dedicato all’arte e all’architettura contemporanee dei paesi che si affacciano sul “mare nostrum”, è partito ufficialmente.

Nella biblioteca Acclavio, uno dei cuori pulsanti della vita culturale cittadina, il sindaco Rinaldo Melucci, accompagnato dall’assessore regionale alla Cultura Massimo Bray e dagli assessori comunali a Cultura e Urbanistica Fabiano Marti e Ubaldo Occhinegro, ha tracciato le linee guida di questa manifestazione che, «insieme ai Giochi del Mediterraneo del 2026, è destinata a modificare profondamente il dna intellettuale ed economico della città – evidenziano da Palazzo di Città – Il prossimo anno si terrà un’edizione pilota, denominata “Archipelago Taranto”, una prova generale dell’evento che andrà a regime nel 2023 secondo le indicazioni del professor Mario Lupano, ordinario di “Storia dell’architettura” presso l’università Iuav di Venezia che sta tracciando l’identikit progettuale della manifestazione, collegata a un centro di ricerca che nelle prospettive dell’accademico servirà ad attrarre giovani e professionisti da tutto il Mediterraneo. L’intero progetto conterà sul sostegno del Comune di Taranto, della Regione Puglia e del Ministero della Cultura, legati da uno specifico accordo di programma».

«Da qualche tempo – le parole del sindaco – stiamo raccontando ai nostri concittadini che l’idea di transizione che abbiamo per Taranto si poggia su fatti concreti, eventi e progetti che intendono cambiare in maniera radicale la nostra identità culturale, lo stesso sistema economico: li chiamiamo “test di resilienza”. Uno degli assi lungo il quale ci siamo mossi è la rigenerazione urbana, per questo abbiamo pensato di innestarvi un profondo percorso di riflessione e approfondimento, che muovesse dall’arte e dall’architettura con un taglio specifico, ossia ragionare su quel che accade nei paesi che si affacciano sul Mediterraneo, evitando di replicare modelli già consolidati. Rispetto ad altri storici eventi di questo tipo, infatti, la “Biennale del Mediterraneo” avrà una spiccata vocazione innovativa, mirata alla transizione ecologica e alle nuove tecnologie. Sarà anche un modo per restituire a Taranto un ruolo da protagonista in un’area geografica che coincide con quella dei Giochi del 2026: non un evento estemporaneo, ma qualcosa in grado di incidere in maniera duratura sul destino di cittadini e imprese».

Alla conferenza stampa ha partecipato, collegato in videoconferenza, anche il direttore generale del settore Creatività Contemporanea del Mic, Onofrio Cutaia, entusiasta nel ribadire il totale sostegno del ministero all’evento. Un sostegno confermato anche dal video-messaggio che il ministro Dario Franceschini ha inviato per salutare l’iniziativa.

«L’investimento e il progetto della “Biennale del Mediterraneo” non si limita al recupero e alla valorizzazione del prezioso patrimonio storico-artistico della città, ma vuole investire nel sostegno a tutte le iniziative che stanno nascendo a Taranto sulla ricerca e lo sviluppo nel campo dell’arte contemporanea, dei nuovi linguaggi e delle industrie creative».

Così il ministro della Cultura Dario Franceschini nel corso del messaggio inviato per la conferenza stampa prevista a Taranto per l’accordo di programma che sancisce l’avvio del progetto della rassegna artistica e culturale internazionale “Biennale del Mediterraneo”.

«Stiamo lavorando su quest’idea del Mediterraneo come punto di dialogo e di incontro ed è importante un’iniziativa legata all’arte e alla cultura a Taranto, città a cui lo Stato italiano deve molto. La Biennale del Mediterraneo rappresenta un tassello fondamentale di quel “Cantiere Taranto” su cui questo Governo, come quello precedente, sta investendo molto. Uno sforzo generale imponente dal punto di vista delle risorse destinare alle infrastrutture, alla riconversione industriale e alla transizione ecologica ma che non può prescindere dalla cultura, dalla storia millenaria di una città che ha rappresentato uno snodo nevralgico tra oriente e occidente. Oltre al lavoro di tutela e conservazione del patrimonio che la storia ci ha lasciato dobbiamo investire con maggiore forza sulla creatività e sull’arte contemporanea, un settore di grande crescita per il nostro Paese. La Biennale di Taranto sarà un potente incubatore creativo, destinato a divenire un punto di riferimento nel contesto mediterraneo».

Soddisfazione è stata espressa anche dall’assessore regionale alla Cultura, Massimo Bray. «Sono convinto che la “Biennale del Mediterraneo” sarà una delle iniziative culturali che segneranno la storia di Taranto dei prossimi anni – le parole dell’assessore Bray –. Una manifestazione dedicata alle culture del Mediterraneo, capace di avvicinare storie e culture differenti sarà lo strumento migliore per una diplomazia culturale di cui abbiamo bisogno. Ma sarà anche il luogo della sperimentazione, della cultura libera da qualunque forma di condizionamento; un luogo che diventerà una comunità in grado di aggregare, di includere, di dare voce a tutte le forme e le espressioni culturali. Ho desiderato che questo progetto si realizzasse da quando, da Ministro dei Beni Culturali, avvertii il bisogno di dare forza e rappresentanza a tutte le espressioni culturali e fare della cultura il mezzo più idoneo per leggere la contemporaneità e disegnare un futuro sostenibile, inclusivo. Un punto di vista differente di immaginare la costruzione dell’Europa».

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