Cronaca

“Non c’è altro da fare che nazionalizzare l’Ilva”

La Uil spiega: è l'unica soluzione per garantire lo Stato, il lavoro, la salute


“Al punto in cui siamo c’è poco da inventarsi: basta seguire i dettami della Costituzione e nazionalizzare l’Ilva per garantire tutti: lo Stato che potrà continuare a tutelare un patrimonio del Paese, i lavoratori che manterrebbero i posti di lavoro, i cittadini di Taranto che potrebbero finalmente convivere con un’azienda che bada alla salvaguardia dell’ambiente piuttosto che inquinarlo”. E' quanto ha dichiarato il segretario generale della Uil Puglia, Aldo Pugliese, che ribadisce la proposta del sindacato e spiega “che la Regione Puglia dovrebbe farla propria, invece di giocare a braccio di ferro sul rinvio della nuova Aia”.

Secondo Pugliese “non si può discutere del rinvio o dell’accelerazione dell’iter, se prima non si sbloccano le licenze propedeutiche all’Aia stessa; licenze che sono ferme al Comune e alla Provincia di Taranto da luglio. E’ questo il primo passo, altrimenti non si potrà procedere in nessuna direzione. La Regione non può e non deve fare finta di non sapere”.

Infine, la stessa Ilva: “Siamo sempre in attesa di un piano industriale che non arriva mai – conclude Pugliese – anche in virtù del fatto che il commissario straordinario, Bondi, continua bussare a denari anche se nel frattempo sono stati dissequestrati circa 8 miliardi di patrimonio della famiglia Riva. Che si aspetta a dare una risposta a Taranto e alla Puglia?”.

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