Cronaca

Addio 2013, ora possiamo solo risalire

Il bilancio dell'anno che va a concludersi e gli auspici per il 2014 nel saluto di Michele Mascellaro, Direttore di Taranto Buonasera


Se doveste identificare il 2013 con un fatto, un evento, un avvenimento, cosa vi viene in mente? Tutto e niente, sarebbe la risposta.

Perché quest’anno ormai al capolinea è stato testimone di tanti piccoli-grandi fatti, ma alla fine nessuno di davvero eclatante. Non un caso Scazzi o uno Ilva, come negli anni precedenti. Semmai quest’anno abbiamo assistito alle conseguenze di questi due grandi avvenimenti precedenti, con l’ergastolo di mamma e figlia nella vicenda della piccola Sarah, ad esempio, o il crollo del sistema economico tarantino ma sempre come conseguenza della crisi del siderurgico scoppiata l’anno scorso.

E’ vero, quest’anno c’è stato l’arresto del Presidente della Provincia Florido, e sono finiti sotto inchiesta il Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola ed il sindaco Stefàno, tra i nomi più blasonati. Ma anche questi sono la conseguenza di una inchiesta che viene dal passato.

Ecco perché, pensa e ripensa, più che ad un fatto si potrebbe legare il ricordo di questo 2013 ad uno stato d’animo negativo che ha condizionato la vita di un intero territorio rendendolo sempre più apatico, molle, senza volontà, voglia e speranza. Il 2013 è il quinto anno D.C. (Dopo la Crisi) iniziata come tutti gli analisti ormai concordano a fine 2008.

Da allora abbiamo vissuto di alti e bassi, tra cadute e risalite. Ma mai come quest’anno la crisi ha falcidiato vittime. Per Taranto e la sua provincia, in particolar modo, è stato l’anno delle vertenze, che ha coinvolto i lavoratori di tutte le aziende piccole e grandi del territorio, fino addirittura alla Cementir, finora immune alle congiunture economiche sfavorevoli. Tra le tante c’è stata ed è tuttora in corso la vertenza dell’Arsenale Militare, ma la vera novità, e questo sì che è un fatto epocale, per restare alle cose della Marina è la fine dei giuramenti a Maricentro unito ad un progressivo ed ormai inarrestabile abbandono della Marina Militare di Taranto.

Era evidente che in un contesto del genere, in un territorio sempre più stretto tra crisi economica e sociale, si registrasse un aumento della criminalità, ed in particolar modo di quella più antipatica, quella che segna nell’animo chi la subisce: furti e rapine. Se la situazione non è degenerata in episodi drammatici lo dobbiamo al grande lavoro soprattutto di intelligence e di prevenzione delle forze dell’ordine ed al coordinamento della prefettura. Quando è servito, insomma, un pezzo di Stato c’è stato. E’ mancato altro. A cominciare dalla classe dirigente, anche se questa non è una novità di quest’anno. Ma quest’anno, il peggiore della crisi che questa città ricordi, la nostra classe dirigente ci serviva. Serviva ai tarantini poter contare sui propri parlamentari, ad esempio, sui propri rappresentanti nelle istituzioni regionali e locali, nei manager che ricoprono ruoli di vertice negli enti economici… pazienza, ma ricordiamocelo la prossima volta in cui ci verranno a chiedere il voto, forse anche prima di quanto loro stessi immaginino.

Questo, però, magari mettiamolo tra i buoni propositi per l’anno nuovo.

Naturalmente potremmo dilungarci per pagine e pagine ancora, e ricordare tutti gli altri piccoli-grandi fatti di quest’anno. Ma a questo punto rischieremmo di essere solo autolesionisti, e di continuare a farci del male. E’ quello che dobbiamo fare per il 2014, smettere di piangerci addosso e fare un passo, dieci, mille in avanti. Tanto l’abbiamo capito che siamo soli, che dobbiamo badare a noi stessi e contare solo sulle nostre forze. Facciamolo.

Taranto Buonasera ha già cominciato, con un piccolo gesto simbolico: immortalare la città illuminata a festa nelle cartoline che abbiamo regalato ai nostri lettori. E’ poco, probabilmente sì. Ma se non si comincia da qualche parte non si arriva mai da nessuna parte. La luce è un simbolo positivo di vita, e questo è il messaggio che abbiamo voluto dare per l’anno nuovo. Perché questa città deve vivere e non arrendersi.

Noi continueremo così anche nel 2014, positivi. L’auspicio è che molti facciano altrettanto e che finalmente questa città e il suo territorio reagiscano.

Se i tarantini in genere sono portati a vedere sempre il bicchiere mezzo vuoto piuttosto che mezzo pieno, questa volta bisogna sforzarsi di fare il contrario. Anche perché insieme con le molte cose negative che sono accadute quest’anno ce ne sono state anche di positive. I lavori al porto procedono senza intoppi, il Museo Archeologico è pronto per tornare protagonista a livello nazionale ed internazionale e, per citare una notizia di pochi giorni fa, l’agroalimentare continua a crescere nelle dimensioni e nel fatturato. E’ poco?

Forse, ma è un inizio, appunto.

Michele Mascellaro
Direttore Responsabile 
Taranto Buonasera

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