Cronaca

Ilva, nuovo dossier all’Europa. Il video della conferenza

Peacelink invia altri video ed immagini a Bruxelles. Bondi e Ronchi intanto sono alle prese con il nodo risorse per l’attuazione dell’Aia


Cosa c’è nel vapore acqueo dell’Ilva? E’ quanto si chiedono Alessandro Marescotti e Antonia Battaglia di Peacelink Taranto, che invieranno alla Commissione europea le numerose fotografie che per tutta la giornata sono state pubblicate sui social network “dai vari internauti e che ritraggono le impressionanti emissioni dello stabilimento”.

Le condizioni climatiche, osserva Marescotti, hanno “accentuato l’impatto visivo dimostrando come le nuvole in sosta sul quartiere Tamburi di Tarantosono prodotte dai vapori emessi dalla zona cokeria dello stabilimento tarantino”.

“La quasi totalità di assenza di vento e la bassa pressione creano – sottolineano gli ambientalisti – uno scenario apocalittico che crea un netto distinguo tra le nuvole dovute a perturbazione metereologica e le emissioni di vapore”. Se è vero che con semplici fotografie “non possiamo dimostrare uno sforamento di emissioni nocive – aggiunge l’ambientalista – è anche vero che osservando le fotografie e consultando le documentazioni ufficiali prodotte da Ispra in relazione all’Aia possiamo capire che proprio con alcune emissioni di vapore acqueo l’Ilva di Taranto infrange le prescrizioni Aia”.

Intanto, in Ilva si affrontano i nomi del piano di risanamento ambientale e delle risorse per finanziarlo mantenendo la produzione. Ricapitalizzazione, utilizzo dei fondi sequestrati a Jersey o altre strade: quale sia il percorso è ancora difficile da chiarire. Sarà questo l’anno in cui i cantieri dell’Aia, avviati nel 2013, entreranno nella fase cruciale. Per il 2014 sono previsti 600-700 milioni di investimenti e nei giorni scorsi il commissario Ilva ha posto il problema delle risorse. Soprattutto quello per la copertura dei parchi minerali, l’intervento che da solo è buona parte degli investimenti previsti dalle prescrizioni ambientali. Il percorso è ormai in discesa, dopo che il terzo decreto delle scorse settimane ha snellito l’iter procedurale.

Quaranta cantieri sono pronti a partire, lo ha detto il sub commissario Ronchi, e con le nuove norme decise a Roma, potranno essere avviati.

Sono pronti anche tutti i progetti per la copertura dei parchi minerali ed in particolare quello per la grande costruzione che per anni e anni, in passato, era stata descritta come tecnicamente e finanziariamente impossibile.

Questo, intanto, il link per vedere l'intera conferenza stampa di Peacelink di questa mattina.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche