19 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Settembre 2021 alle 22:57:00

Cronaca

Scontro Emiliano-Di Paola, spunta il caso Grottaglie

Aspro botta e risposta con il sindaco di Bari sul maxi stipendio dell’amministratore di Aeroporti di Puglia


BARI – “Potrei ricordare al Sindaco, anche se lo sa benissimo, che da amministratore di Aeroporti di Puglia ho rinunciato, senza che me lo avesse chiesto nessuno, a una parcella di tre milioni di euro in quanto progettista della pista dell'aeroporto di Grottaglie. Soltanto grazie alla mia disponibilità fu possibile realizzare quell'opera: avevamo appena 18 mesi e se avessimo fatto una gara per la progettazione avremmo perso l'investimento di Alenia”.

Nella polemica tutta barese, e tutta politica, sul superstipendio del manager di AdP, Domenico Di Paola, candidato alla carica di sindaco del capoluogo regionale per il centrodestra, spunta così pure Grottaglie.

Il botta e risposta al veleno è tra l’amministratore unico di Aeroporti di Puglia e l’attuale primo cittadino barese, Michele Emiliano, che per la successione ha lanciato in pista Antonio Decaro, ‘delfino’ fresco di assoluzione da un’accusa di abuso d’ufficio.

In una lettera aperta, Emiliano aveva stigmatizzato il compenso aggiuntivo di 280.000 euro l’anno percepito da Di Paola per l’incarico di accountable manager – modo sofisticato per dire responsabile della sicurezza – degli scali regionali, somma da aggiungere all’indennità di 193.000 euro lordi in quanto amministratore unico di aeroporti di Puglia. Per Emiliano, Di Paola si è “auto-attribuito, senza il consenso dei soci, e mi permetto di dire dunque mentendo sia alla Regione Puglia che al Comune di Bari, compensi aggiuntivi che ne hanno fatto il manager pubblico, ribadisco pubblico, visto che spesso si presenta come un manager e basta, più pagato della storia della Puglia, senza che ve ne fosse alcuna ragione sostanziale”.

“L’incarico a me – è la replica arrivata a stretto giro – fu proposto e approvato dall'assemblea dei soci. La stessa assemblea approvò il relativo compenso, sempre all'unanimità. A tutte le assemblee dei soci ha sempre partecipato il Comune di Bari, in quanto azionista. Il Comune ha approvato sia la mia nomina sia i compensi sia i bilanci. E’ tutto agli atti. Come fa il sindaco a cadere dalle nuvole?”. In quasi 12 anni passati alla guida di AdP, dal 2001 al 2012, Di Paola ha incassato non meno di 4,17 milioni di euro lordi, cui aggiungere negli ultimi due anni un premio straordinario (142.000 euro), una polizza assicurativa a titolo di liquidazione (60.000 euro) e il compenso come project manager per l’ampliamento degli scali di Bari e Brindisi.
 

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