Cronaca

PeaceLink contro l’Arpa: “Perché mettere in discussione i risultati 2010?”

Nuovo intervento dell'associazione ambientalista tarantina. Ecco le foto del 1 gennaio


Prosegue il botta e risposta tra l'associazione ambientalista PeaceLink e l'Arpa Puglia, l'Agenzia regionale per l'Ambiente, su quanto avvenuto lo scorso 1 gennaio.

«Cogliamo l'occasione – si legge in una nota a firma di Alessandro Marescotti, Presidente di PeaceLink, per replicare anche a quanto diramato da Arpa Puglia attraverso un'agenzia stampa: "Se si osserva – ha diffuso Arpa – un studio sull'inquinamento di Mottola, che e' un comune vicino a Taranto, fatto con lo stesso sistema usato da Peacelink, si notano livelli di Ipa superiori a quelli di Taranto città". E' inesatto. Lo sappiamo bene in quanto quello studio sull'inquinamento di Mottola è stato realizzato proprio da PeaceLink, in collaborazione con l'associazione Avamposto Educativo di Mottola».

«Da quello studio sugli IPA – prosegue Marescotti – emergono valori contenuti a Mottola (6 nanogrammi di IPA a metro cubo), con situazioni critiche e picchi solo in prossimità di incroci e punti congestionati dal traffico. La ricerca mirava ad evidenziare proprio tali criticità del traffico in un contesto differente come quello di Mottola: è stata PeaceLink ad impostare la ricerca in tal senso. Forse questo dettaglio è sfuggito all'Arpa che ha pensato ad una ricerca condotta da un'altra associazione. Ma la ricerca è nostra ed è stata condotta con la nostra strumentazione. Ingenerare il sospetto che a Taranto il problema degli IPA ai Tamburi possa nascere dal traffico è depistante».

«Vorremmo ricordare – insiste – che proprio l'Arpa Puglia il 4/6/2010 documentò (meritoriamente) con uno studio come il 99% degli IPA del quartiere Tamburi sarebbe di provenienza Ilva. Proprio da quella relazione sono derivati quei problemi al centro dell'inchiesta della Procura di Taranto. Perché allora mettere in dubbio quanto già assodato nel 2010?».

La stessa associazione ambientalista ha provveduto ad allegare anche alcune foto a testimonianza di quanto avvenuto lo scorso 1 gennaio. Le foto sono visibili nella nostra gallery.

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