10 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 10 Maggio 2021 alle 07:32:34

Cronaca

Attentato a Confindustria, vertice blindato in Procura

A confronto il procuratore Sebastio ed il comandante dei carabineri Sirimarco


Un vertice blindato, quello tenuto ieri in via Marche, presenti il procuratore della Repubblica, Franco Sebastio, ed il comandante provinciale dei carabinieri, Daniele Sirimarco.

Si è parlato dell’ultimo, gravissimo attentato ai danni della sede di Confindustria Taranto, con tre colpi di pistola sparati contro il portone di via Dario Lupo, già dato alle fiamme.

Due attentati in meno di un mese, a cavallo tra il 2013 ed il 2014, tra il 5 dicembre ed il 2 gennaio. Quanto basta per far salire al massimo il livello di guardia in una città già alle prese con una situazione sociale più che difficile.

“Le forze dell’ordine stanno indagando e la loro vicinanza ci conforta. Non so se l’episodio possa essere legato alla nostra presa di posizione contro gli appalti al massimo ribasso, ma continueremo a combattere questo sistema, in cui può annidarsi l’illegalità, con tutti i mezzi a nostra disposizione” le parole del presidente di Confindustria Taranto, Enzo Cesareo, dopo l’ultimo raid. Proprio la lotta che l’attuale gestione dell’associazione degli industriali tarantini sta conducendo all’assegnazione degli appalti al ‘massimo ribasso’ rimane una pista giudicata attendibile, ma ovviamente si indaga a tutto campo.

In modo particolare, dalle maglie del riserbo voluto da inquirenti e investigatori, trapela come anche sullo stesso mondo imprenditoriale siano puntati i riflettori. E’ una mera constatazione, del resto, che le centinaia di milioni di euro stanziati dal governo per l’affaire bonifiche, che quest’anno dovrebbero effettivamente arrivare a Taranto, non possano che fare gola. A tanti.

Ma al di là delle indiscrezioni, ecco quanto emerge dal vertice di questa mattina attraverso la nota della Procura di Taranto diffusa dai carabinieri al termine dell'incontro.

«In dettaglio – si legge nella nota -, l’attenzione degli inquirenti è rivolta ad acclarare se in città si stia creando un clima di intimidazione in generale idoneo anche ad interferire con lo sviluppo di alcune aree come la Città Vecchia e con l’ordinato esercizio del diritto di impresa, soprattutto in relazione alle posizioni assunte da Confindustria in tema di trasparenza degli appalti. L’esigenza investigativa più impellente è comprendere se, con l’approssimarsi di rilevanti investimenti pubblici e privati che riguardano diversi scenari economici del capoluogo e della provincia, connotati da importi assai significativi, qualcuno stia cercando di compromettere l’ordinato svolgimento delle procedure di individuazione delle ditte che espleteranno lavori o renderanno servizi, peraltro garantendo significative ricadute occupazionali e di indotto. In particolare, il riferimento è alle attività che riguarderanno il porto di Taranto; agli ingenti investimenti correlati alle bonifiche delle aree contermini allo stabilimento ILVA; ai lavori di attuazione dell’A.I.A.; alla riqualificazione del Borgo Antico di Taranto ed alle attività di ricostruzione e manutenzione susseguenti all’alluvione che ha colpito i comuni del versante occidentale della provincia jonica nel mese di ottobre u.s.».

«In tale quadro – prosegue la nota -, sotto la personale direzione investigativa del Procuratore Sebastio, i Carabinieri e la Guardia di Finanza stanno ascoltando, quali persone informate sui fatti, i soggetti economici pubblici e privati ed i rappresentanti delle organizzazioni delle categorie produttive interessate alle attività in questione (Ance, Camera di Commercio, Confcommercio, Abi, Autorità Portuale etc.), che insieme a Confindustria operano nei settori coinvolti nonché amministratori e funzionari pubblici che si occupano di seguire le procedure e l’iter di assegnazione e controllo degli appalti pubblici».

«Parallelamente – si legge ancora nel documento – proseguono gli accertamenti balistici dei Carabinieri della Sezione Investigazioni Scientifiche del Comando Provinciale che, con il supporto di sofisticate tecniche tipiche del lavoro dei R.I.S., dovranno verificare se dalle traiettorie di tiro si possano vincere analogie di modus operandi nell’esplosione dei colpi di arma da fuoco, nonché omologia di calibro ed arma fra l’episodio di Confindustria ed altri eventi similari occorsi nelle ultime settimane del 2013 ed in questi primi giorni del 2014 nel capoluogo ionico».

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