22 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 22 Ottobre 2020 alle 20:15:26

Cronaca

Il carcere di Taranto scoppia, ospita il doppio dei detenuti

E’ al nono posto tra le città italiane. Preoccupano le aggressioni: a pagare è il personale femminile


Il carcere di largo Magli sta scoppiando. Una struttura concepita per 315 detenuti, ma che ne ospita 620.  Una emergenza senza fine. Per sovraffollamento nelle carceri il capoluogo jonico è al nono posto in Italia ed è dietro solo a Modena,  Busto Arsizio, Pozzuoli,  Padova, Castevetrano, Latina, Varese e Lodi.  I dati, poco confortanti, sono stato forniti dalla Uilpa penitenziari. La regione con il più alto tasso di sovraffollamento è risultata essere la Liguria (65,4%) seguita dall’Emilia Romagna (55,1%) e dalla Puglia (52,3%).

Nel penitenziario tarantino nell’ultimo anno un detenuto si è tolto la vita. In Puglia solo a Taranto e a Lecce si è registrato un solo caso di suicidio.

Nel penitenziario di largo Magli quattordici, invece, sono stati i tentativi di suicidio,  ventitrè gli atti di autolesionismo  e sette le aggressioni agli agenti di polizia penitenziaria. Gli ultimi due tentativi di suicidio, a ferragosto. In entrambi i casi ad evitare la tragedia è stato il tempestivo intervento degli agenti della polizia penitenziaria e del personale della struttura. Una struttura che, come denunciano da tempo le organizzazioni sindacali soffre per il sovraffollamento e per la carenza di personale. 

Il sindacato denuncia che i poliziotti sono costretti a turni massacranti.  L’organico degli agenti di custodia, che è sotto di 40 unità, solo con enorme sacrificio riesce a garantire la sicurezza. 

E se un miglioramento è atteso dal cosiddetto “svuotacarceri” le organizzazioni di categoria  sollecitano l’amministrazione penitenziaria ad affrontare le carenze che riguardano il personale ma anche i mezzi. In questi giorni poi le organizzazioni sindacali chiedono un intervento per risolvere la difficile la  gestione dei detenuti con problemi psichici. A lanciare l’allarme sono stati l’Osapp e il Sappe. Per l’Osapp “il personale pur avendo un ottimo livello di professionalità non riesce a portare avanti, per mancanza di strumenti necessari, determinate situazioni.

Ci sono detenuti che non dovrebbero essere nella casa circondariale tarantina ma in strutture adeguate con personale qualificato ed esperto, in particolare nel reparto femminile, dove su una popolazione di circa 40 detenute vi sono numerose donne che hanno problemi di natura psichica”. L’Osapp, inoltre, chiede l’invio di personale per far fronte alla carenza di poliziotti.

Il sindacato è pronto ad  azioni di  protesta. Anche per il Sappe “l’emergenza è dovuta sia dalla mancanza di una struttura all’interno del carcere dove ospitare tali detenuti, che ad una grave insufficienza delle risorse umane e degli strumenti messi a disposizione dalla Asl.

A Taranto si assiste ad uno stillicidio continuo con aggressioni, soprattutto al personale di polizia penitenziaria femminile che va avanti da mesi (l’ultimo episodio è accaduto nei giorni scorsi), senza che si sia trovata una idonea soluzione a tutela dell’incolumità dei lavoratori che, sono costretti a ricorrere alle cure del pronto soccorso”.

Il Sappe ha chiesto l’intervento del magistrato di sorveglianza, affinchè verifichi l’effettiva situazione che si è venuta a creare nel penitenziario di Taranto e ponga in essere misure che risolvano i problemi. Chiesto anche l’intervento del  provveditore regionale affinchè i detenuti affetti da patologie psichiche gravi vengano trasferiti con urgenza dal carcere tarantino.

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