27 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Luglio 2021 alle 15:53:00

Cronaca

Aeroporto, stop al gioco delle tre carte

Oltre al danno si può aggiungere la beffa: né passeggeri, né cargo


I rischi, concreti, sono due. Oltre al danno si può aggiungere la beffa: né passeggeri né cargo. Quanto al primo, sono i fatti a parlare.

Chiuso per lavori di ammodernamento,  l’aeroporto “Arlotta” non ha più riaperto, salvo durante la parentesi della guerra in Kosovo (ma allora era efficiente?).  Nel frattempo, anni di promesse, di chiacchiere, di gestioni poco trasparenti. Tanto che il caso-Arlotta ha più volte varcato la soglia di via Marche, dove giacciono corposi esposti e dossier. Prima (si spera) o poi la Procura dovrebbe pronunciarsi: archiviando tutto o  attivando un’azione penale che consenta di capire se, oltre a un chiaro e inequivocabile sbarramento politico barese, complice anche l’asse Brindisi-Lecce, vi siano stati comportamenti illeciti nella gestione dei fondi (quelli europei, ad esempio) da destinare a Grottaglie.

Ancora riecheggiano le parole dell’ex amministratore di Aeroporti di Puglia, l’ingegner Di Paola, il quale,  nell’aula consiliare di Grottaglie, al rilievo dell’assessore della Provincia di Taranto avvocato Luigi Albisinni (circa 5 milioni di euro destinati dalla commissione europea all’Arlotta per i voli Taranto-Roma e Taranto-Milano erano stati dirottati a Brindisi e Bari) si impegnò a restituire detti importi. Promesse da marinaio.

Di Paola ha poi terminato il suo mandato e ora vuol candidarsi a sindaco di Bari, dove, vedi  il ‘Piano per il Sud’ varato nell’estate 2011, la Regione Puglia ha di fatto dimostrato di ‘’voler realizzare un aeroporto cargo a Bari invece che a Grottaglie!’’, come denunciato da non pochi esponenti politici. Del centro destra soprattutto, cioè di quella parte politica che oggi  sostiene Di Paola. E qui siamo giunti al secondo rischio, anzi alla beffa: niente voli civili e solo “sogni” per una infrastruttura-cargo da mettere a disposizione del porto di Taranto.

Di fronte a questo continuo sbeffeggiamento la classe politica e socio-economica dell’area jonica dovrebbe insorgere. A maggior ragione dopo aver appreso che il ministro dei Trasporti, Lupi, ha inserito anche Grottaglie fra gli scali di interesse strategico. E dopo aver appreso, inoltre, dell’esistenza di un’altra compagnia aerea disposta ad attivare collegamenti dall’”Arlotta”. Lo ha annunciato il presidente della Camera di Commercio, Luigi Sportelli. Che, oltre all’annuncio, dovrebbe essere conseguenziale nel trasformare le sue legittime rimostranze verso la Regione Puglia (azionista per il 98% circa), in fatti concreti.

L’ente camerale, seppur in posizione minoritaria, è socio di Aeroporti Puglia: che si aspetta a chiedere la convocazione di una assemblea dei soci con all’ordine del giorno la delibera in ordine alla attivazione dei voli civili dall’aeroporto di Grottaglie? Che si aspetta a nominare un consiglio di amministrazione composto da un rappresentante per ciascuno degli aeroporti (Bari, Brindisi, Foggia e Taranto)? Che si aspetta a insediare un consorzio che attiri sul mercato operatori-cargo?

Il gioco delle tre carte deve finire. Perché ciò avvenga, i tarantini devono sbarrare il passo a quei politici baresi e leccesi che hanno penalizzato l’area jonica, complici i loro pro-consoli. Quelli che, per intenderci, contano come il due di briscola. Lo ha dimostrato il caso del servizio antincendio, ch’era stato conquistato per decreto. La copertura non c’è più, il che significa che lo scalo, per i voli civili, è inagibile, se non a richiesta del servizio. Da pagare, ovviamente.

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