27 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Luglio 2021 alle 06:34:29

Cronaca

“Lo scalo ora va attrezzato”, diffida delle associazioni alla Regione

Il caso aeroporto dopo il ripescaggio del ministro Lupi e l’arrivo della Cityline


GROTTAGLIE – Le associazioni che si battono per il decollo dell’aeroporto Arlotta ora diffidano Regione e Aeroporti di  Puglia ad attrezzare lo scalo ionico.

La presa di posizione è successiva all’annuncio del Ministro Lupi di ripescare tra i 36 aeroporti di  importanza nazionale anche l’Arlotta e dopo che il presidente della Camera di Commercio, Luigi Sportelli ha annunciato  l’intenzione da parte della Cityline Swiss di far decollare dallo scalo grottagliese sei Atr al giorno per i voli civili.

“Adesso le premesse ci sono tutte affinché l’aeroporto di Taranto spicchi finalmente il volo” scrivono in una nota Gianni Lacava del Comitato Arlotta 1995, Walter Fischetti del movimento Aeroporto Magna Grecia, Cinzia Amorosino della Progentes, Giacomo Lanzafame di Benvenuti a Taranto, Stefania Bellanova di Puglia Internazionale, Alfredo Luigi Conti di Taranto voglia di volare e Francesco Gravina di Taranto Vola.

“Era purtroppo prevedibile – aggiungono – che la società che gestisce i quattro scali pugliesi e cioè Adp iniziasse il suo puntuale boicottaggio pretendendo tasse di approdo aumentate del triplo rispetto alle tariffe pubblicate dalla stessa. E’ evidente che, almeno in questo caso, l’operatore, il quale non ha condizionato il suo intervento all’ottenimento di contributi pubblici, sappia che la società di gestione non può chiedere tariffe discriminanti, rispetto agli altri scali, pertanto queste scaramucce fanno solo perdere tempo e  non potranno creare ripensamenti operativi, dal momento che la scelte di Taranto è stata frutto di un attento studio di fattibilità aziendale”.
In altre parole l’aeroporto Arlotta può e deve decollare ai voli civili e non solo al cargo promesso dalla Regione e per il quale, in verità, ancora non si è visto nulla.

L’invito/diffida delle associazioni che il 26 ottobre scorso marciarono su Taranto per rivendicare il diritto ad un aeroporto, è quello di attrezzare lo scalo “perché l’immagine di Taranto non può essere lasciata nelle mani di chi fino ad oggi ci ha marginalizzato, privandoci della possibilità di competere sul mercato dell’offerta traportistica”.

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