29 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 28 Novembre 2020 alle 16:10:37

Cronaca

Cemento selvaggio, 100 denunce e 15 sequestri

I numeri della Polizia Locale per il contrasto dell’abusivismo edilizio


Oltre cento denunce a piede libero, quindici sequestri, più di duecento controlli.

Sono i numeri del 2013 dell’attività della polizia municipale per il contrasto dell’abusivismo edilizio.

Su disposizione del comandante Michele Matichecchia, i vigili urbani diretti dal capitano Francesco De Cicco hanno eseguito decine di controlli per scovare le violazioni delle norme sull’edilizia che tutelano i vincoli paesaggistici, idrogeologici e storici. I sopralluoghi sono scattati anche grazie a numerosi di esposti presentati da cittadini soprattutto  nelle aree periferiche della città come Talsano, Lama, San Vito e Lido Azzurro. Quest’ultima, com’è noto, è classificata dal “Pai” come area ad alta  probabilità di inondazione. Tante le ispezioni eseguite a pochi metri dal mare dove spesso vengono collocate case mobili.

E la Puglia, purtroppo, è tra i primi posti delle regioni nella classifica dell’abusivismo edilizio. Per combattere il “cemento selvaggio” c’è una  legge regionale la 15/2012, con cui si stanziano risorse in favore dei Comuni che devono eseguire le ordinanze di abbattimento degli immobili abusivi. Ed è ai primi posti anche per ciò che riguarda le illegalità ambientali. Nel 2013 a Taranto i vigili urbani, sempre diretti dal capitano De Cicco, hanno eseguito oltre duecento controlli nell’ambito dell’attività di polizia ambientale.
Controlli in strutture in abbandono, discariche a cielo aperto anche di amianto e terreni lasciati incolti.

Molte le contravvenzioni per discariche abusive che sono ormai dappertutto. Non solo sulla costa e nelle campagne. Ora spuntano anche a qualche centinaio di metri dai centri abitati. E a Taranto c’è una mappa delle discariche abusive a cielo aperto. Le aree più a rischio sono quelle periferiche come Paolo VI, Tamburi, Talsano, Lama e San Vito. Rifiuti di ogni tipo, comprese le pericolosissime lastre di eternit, vengono abbandonati lungo i litorali ma anche nelle zone di campagne.

C’è una grande quantità di amianto nelle zone di periferia e si tratta di amianto sfibrato, polveri di asbesto che se inalate sono estremamente pericolose per la salute.

Aumentano i cittadini che si disfano di materiale edile, di lavatrici, frigo, resti di potatura mobili e suppellettili.

Le discariche abusive spuntano come funghi. Addirittura può accadere che una intera strada possa essere sommersa da rifiuti di ogni genere. Grazie ai controlli delle forze dell’ordine vengono avviati procedimenti di bonifica. L’amministrazione comunale spende molti soldi per bonificare cigli di strade e zone periferiche. Quello delle discariche abusive è un fenomeno che  crea problemi alle casse comunali.

Per poter ripulire le aree si spendono somme che influiscono non poco sui bilancio togliendo fondi per altri importanti interventi.
Per combatterlo, l’unico strumento valido resta il controllo del territorio. Importante è anche la collaborazione dei cittadini i quali devono essere pronti a segnalare gli sporcaccioni di turno che, se vengono pizzicati, devono pagare una multa salatissima con l’obbligo di rimuovere e far smaltire in discariche autorizzate i rifiuti che hanno abbandonato. Ciò che è inaccettabile è che spesso le zone bonificate con i soldi dei contribuenti tornano ad essere più sporche di prima.
 

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