Cronaca

La Regione boccia il Direttore generale Asl Scattaglia

Confermate le indiscrezioni pubblicate settimana scorsa da Taranto Buonasera. Ecco gli obiettivi mancati dal direttore


BARI – La Regione ha deciso: il direttore generale, Fabrizio Scattaglia, non sarà confermato al vertice dell’azienda sanitaria locale tarantina. Una scelta, quella dell’Amministrazione regionale guidata da Nichi Vendola, che confermerebbe le anticipazioni lanciate settimana scorsa da Taranto Buonasera.

Oltre a Scattaglia rischierebbe anche il dg di Lecce Valdo Mellone. Da Bari, invece, sarebbe arrivato un sostanziale via libera per tutti gli altri, compreso Domenico Colasanto, ex direttore generale dell’Asl di Taranto, attualmente alla guida della sanità barese dopo lo stop di 60 giorni a seguito della sosspensione scaturita dal caso relativo alla psichiatra uccisa.

“La valutazione sarà politica”. L’assessore regionale alla Sanità, Elena gentile, ha ribadito questo concetto anche nel corso del seminario dei consiglieri regionali del Pd che si è svolto settimana scorsa a Bari. Un incontro nel corso del quale sono stati dibattuti temi di natura amministrativa ma anche riguardanti il futuro della sanità pugliese. Si è trattato di un antipasto della discussione riguardante la posizione dei direttori generali delle Asl di Puglia. La commissione incaricata di valutare l’operato dei direttori generali giunti a metà mandato, infatti, ha consegnato all’assssore regionale alla Saute Elena Gentile, i risultati delle valutazioni. Stando alle indiscrezioni, il manager dell’Asl tarantina non avrebbe raggiunto 5 obiettivi su 9 nel 2012.

A quanto si apprende Fabrizio Scattaglia non avrebbe completato il riordino ospedaliero, ovvero chiusure ed accorpamenti, e non avrebbe nemmeno avviato il monitoraggio delle strutture organizzative, o meglio dei reparti. Ma il dg dell’Asl di Taranto sarebbe in ritardo anche sulla rideterminazione dei tetti di spesa per i privati e riguardo al taglio delle retribuzioni per le prestazioni aggiuntive dei medici. Il blocco del turn-over, introdotto con il bilancio 2011, sarebbe stato rispettato solo parzialmente.

Sulla base di questi dati, la bocciatura di Fabrizio Scattaglia, nominato a luglio del 2011 in sostituzione di Domenico Colasanto, appare sempre più vicina anche in considerezione dell’assenza della “copertura politica” dell’onorevole Michele Pelillo, meno influente nello scacchiere regionale da quanto è a Roma.

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