Cronaca

Marò, il Governo ha fatto ricorso alla Suprema corte indiana

Intanto la vicenda viene portata all'attenzione dell'Unione europea ed il Movimento 5 stelle pronto a partire per l'India


Di fronte al rinvio del governo indiano della presentazione dei capi di accusa per i due marò, l'Italia ha deciso di presentare un ricorso alla Corte Suprema indiana. Lo ha appreso l'Ansa da fonti affidabili.

La 'petition' – si è appreso – punta a "scongiurare l'uso di una legge antiterrorismo (Sua Act)" che comporterebbe la possibile richiesta della pena di morte nei confronti dei due fucilieri della Marina.

E la vicenda torna prepotentemente al centro del dibattito politico italiano ed europero.

"Ieri proponevo al presidente Barroso e alla vicepresidente Ashton che, qualora ci fosse una richiesta o peggio una sentenza di condanna a morte per i marò, l'Europa non potrebbe non intervenire, interrompendo la trattativa per gli accordi di libero scambio con l'India e rinegoziando anche le tariffe favorevoli che l'Europa applica all'India. Certamente l'ipotesi di una condanna alla pena di morte è inaccettabile''. E' quanto ha sottolineato il vice presidente della Commissione europea Antonio Tajani.

E ancora. «Adesso basta! Sono passati 21 mesi e per i due marò italiani detenuti-sequestrati in India nulla è cambiato. Dopo mille promesse, tutte disattese, il Movimento 5 Stelle andrà direttamente in India a conoscere i fatti, così come per il 'caso Shalabayeva'". Lo annunciano i deputati M5S della Commissione Affari esteri della Camera ufficializzando le loro intenzioni sul blog di Beppe Grillo: il 20 gennaio partiranno per l'India perchè dal governo Letta, "solo chiacchiere e distintivo".

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