23 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Aprile 2021 alle 15:06:21

Cronaca

L’Eni ignora le imprese tarantine


TARANTO – “L’Eni non compra nulla dalle aziende tarantine. Si riforniscono direttamente dai produttori e quindi al di fuori dalla nostra provincia. In pratica siamo un’area di parcheggio, non ci considerano. Ad eccezione di 3-4 beneficiari che continuano ad avere rapporti con lo stabilimento”. La nostra inchiesta, partita un mese e mezzo fa, riguardante le compensazioni a dir poco risibili chieste dagli amministratori locali all’Eni in cambio della realizzazione del progetto Tempa Rossa e della nuova centrale, si arricchisce di un’ulteriore spunto di riflessione. Questa volta a parlare è Giovanni Palumbo, commissario cittadino dell’Idv e manager di una azienda locale che, in una nostra intervista, spiega i rapporti, pressoché inesistenti, tra le imprese tarantine e l’Eni.

Qual è la posizione dell’Idv in merito ai progetti dell’Eni? “Ci siamo da sempre espressi in maniera contraria su Tempa Rossa. L’impatto di questo progetto sul territorio sarebbe forte. Ci sono troppi rischi dal punto di vista ambientale per l’incremento vertiginoso di petroliere. In più non ci sono compensazioni per il territorio anche perché, chi dovrebbe chiederle non è capace di farlo”. E sulla nuova centrale? “Non possiamo che essere favorevoli. La sostituzione degli impianti, ormai obsoleti, non può che giovare all’ambiente. Anche un potenziamento va bene, purché l’energia prodotta non sia venduta all’esterno”. E le royalties? “E’ scontato che anche per la realizzazione della nuova centrale debba esserci un ritorno”. Lei cosa chiederebbe? “La prima richiesta che mi viene in mente sarebbe una sorta di risarcimento per i residenti del quartiere Tamburi che vivono a ridosso degli insediamenti Eni. Si potrebbe pensare a rendere gratuiti i costi del riscaldamento nelle abitazioni di quel rione”. Da imprenditore, può spiegarci che tipo di rapporti intercorrono tra le aziende tarantine e l’Eni? “L’Eni non compra nulla qui a Taranto. Non c’è alcuna subfornitura dell’indotto. Comprano tutto dai produttori. In pratica siamo un’area di parcheggio, non ci considerano. Ad eccezione di 3-4 beneficiari che continuano ad avere rapporti con l’Eni. Loro usano il nostro territorio per produrre ma non danno nulla in cambio. Eppure sarebbe utile anche per loro far girare l’economia tarantina servendosi delle imprese locali”. Si è mai chiesto come mai non arrivino risorse sul territorio? “Non ho documenti per dimostrarlo ma credo ci sia un tappo nella politica che non permette alla città di svilupparsi. In città non arrivano quattrini evidentemente perchè qualcuno ha interessi a bloccarli. Qualcuno prima o poi dovrà spiegare come mai a Taranto non ci sono neanche le ricadute spicciole di un insediamento produttivo di tale portata”.

F.M.

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