15 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Giugno 2021 alle 17:29:48

Cronaca

Appalti ai Modeo, assolto l’ex Sindaco Giancarlo Cito

La Cassazione conferma il verdetto d’appello: la concessione dei suoli cimiteriali non fu pilotata. Sconfessato il primo grado


Appalti e concessioni di suoli cimiteriali, la Corte di Cassazione conferma l’assoluzione per Giancarlo Cito.

I giudici della  quinta sezione della Suprema Corte  hanno rigettato il ricorso presentato dal procuratore generale contro la sentenza emessa dalla corte di appello di Taranto nel maggio del 2011.

Infatti la Corte d’appello (presidente  Sinisi) aveva assolto l’ex Sindaco di Taranto e d ex deputato di At6, ribaltando il verdetto di primo grado. Una condanna, che gli aveva inflitto il tribunale per la nota vicenda dei presunti appalti concessi a Modeo in cambio del sostegno elettorale in esecuzione di un presunto “patto”.

Il Pg aveva impugnato l’assoluzione ma ieri la Cassazione, ritenuto ammissibile il ricorso lo ha esaminato e respinto nel merito. Anche dinanzi alla suprema corte così come in appello, Cito era difeso dall’avvocato Fausto Soggia. In aula anche l’avvocato  Maria Letizia Serra che ha difeso  di Riccardo Modeo e Antonio Guarino.

Nel maggio del 2011 la Corte d’Appello di Taranto, presieduta dal giudice Rosa Patrizia Sinisi, aveva ribaltato la sentenza di primo grado assolvendo l’ex sindaco di Taranto ed ex deputato Gianfranco Cito, l’ex capoclan Riccardo Modeo, l’ex assessore ai Lavori pubblici del comune di Taranto Domenico Notaristefano e l’imprenditore Antonio Guarino, dell’omonima ditta di marmi, accusati a vario titolo di corruzione, abuso d’ufficio e falso ideologico in relazione all’assegnazione di suoli cimiteriali.

Tutti gli imputati erano stati condannati in primo grado dal Tribunale a pene comprese fra tre anni e due anni di reclusione.
Secondo l’accusa, basata sulle rivelazioni di un collaboratore di giustizia,  Cito avrebbe ricevuto da Antonio Guarino 100 milioni di lire, destinando 80 milioni in favore dei fratelli Riccardo e Gianfranco Modeo e 20 milioni a Domenico Notaristefano, assessore ai lavori pubblici dal 7 dicembre ’93 all’11 maggio ’96.

In Appello è arrivata l’assoluzione che ora è stata confermata anche in Cassazione.

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