02 Dicembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 02 Dicembre 2020 alle 06:50:03

Cronaca

L’idea di Vendola tra pro e contro. Tutti i commenti

Le reazioni politiche al progetto Patto per Taranto


BARI – L’idea di Vendola di un patto per Taranto, ancora tutto da decifrare, non smette di sollevare critiche e polemiche. Per il segretario della Cgil Luigi D’Isabella è arrivato il momento di “Passare dall’emergenza all’opportunità”, spiegando: “Non possiamo che accogliere con grande favore e interesse il Patto per Taranto che la giunta regionale intende siglare nelle prossime settimane rilanciando l’azione di governo ma anche avviando una stagione di nuovo confronto attivo con la comunità tarantina. Un impegno che speriamo si possa declinare al più presto in azioni concrete che trasformino Taranto e le sue criticità da emergenza ad opportunità".

"Per questa ragione – aggiunge D’Isabella – sarebbe opportuno riprendere la proposta avanzata dal sindacato al tavolo interministeriale per Taranto per la costituzione di una task force di competenze e professionalità che aiutino gli enti pubblici nel lavoro di accaparramento di risorse da intercettare anche nell’ambito della nuova programmazione infrastrutturale dei fondi europei”.

E fortemente critico anche il presidente della Confcommercio tarantina, Leonardo Giangrande, ch ricorda come “Sono trascorsi 18 mesi dalla firma del Protocollo d’intesa tra Governo, Regione Puglia e Enti locali per interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto, al quale hanno fatto seguito i vari decreti legge. Un lungo periodo nel quale sono state elaborate  analisi, avanzate ipotesi, proposte idee, rivendicati ruoli, spesso in modo convulso e senza che  l’organo incaricato della cabina di regia -la Regione Puglia-  esercitasse a pieno il suo compito, avvalendosi  della società in house Puglia Sviluppo.

“Il primo anno e mezzo – continua – è già stato speso. Come? Lo dicono i risultati. Valga per tutti la drammatica vicenda dei mitilicoltori: ci  saremmo aspettati che si fossero accelerati i processi urgenti,  come quello riguardante la bonifica e messa in sicurezza del  Mar Piccolo. Non diversamente per il sostegno alla realizzazione  di investimenti produttivi (art.5 del Protocollo) o per  la rigenerazione urbana e la acquisizione delle aree demaniali che poteva essere finalmente l’occasione per avviare una stagione di confronto partecipato.

“Dopo un  anno e mezzo,  speso soprattutto  in trasferte romane che hanno prodotto risultati meno che normali, e soprattutto ancora da avviare,  per una città in stato di grave criticità,  giunge finalmente il segnale tanto atteso dalla Regione che, assumendo quel protagonismo che avrebbe dovuto e potuto esercitare dal 2012,  fa sapere di voler convogliare su Taranto risorse economiche rivenienti dai fondi statali e dai nuovi fondi europei 2014/20,  e  di voler sottoscrivere un Patto di rilancio puntando su ambiente,  logistica, il  turismo e la cultura, impegnando gli Enti locali a darsi tempi e competenze all’altezza della situazione.

“Pur concordando sulla necessità che gli  Enti locali dimostrino di essere  all’altezza del compito che l’eccezionalità della situazione richiede, dobbiamo per dovere di onestà ricordare che sin’ora nessuno -dallo Stato alla Regione sino agli Enti locali- ha espresso il meglio di quanto poteva e doveva fare per Taranto. Ben venga, comunque, il Patto per Taranto’  – conclude con un invito il presidente Giangrande – purché lo si riempia di contenuti e si volti finalmente pagina, a partire dal coinvolgimento degli attori del territorio”.

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