23 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Aprile 2021 alle 15:58:51

Cronaca

Uccisero Sarah. Parte il processo a Sabrina e Cosima


TARANTO – Al via il processo per la tragedia di Sarah Scazzi. Parte domani in Corte di Assise la caccia alla verità sulla morte della quindicenne barbaramente assassinata ad Avetrana il 26 agosto di due anni fa. Alla sbarra nove persone. In prima fila Sabrina Misseri e Cosima Serrano, principali attrici di un dramma seguito sin dall’inizio da decine di giornalisti e televisioni. Per mamma e figlia che dovranno presentarsi in aula trascinandosi dietro capi di imputazione da ergastolo, anche questa volta si è allestito il cosiddetto circo mediatico.

Cinquanta i giornalisti accreditati, anche se solo in trenta potranno accedere all’aula del procedimento. Allestita anche una sala stampa, mentre all’esterno hanno già preso posto i mezzi delle televisioni. Spazio anche per il pubblico, anche se con posti davvero limitati, e per i familiari degli imputati. Sabrina ha già fatto sapere di non voler essere ripresa e fotografata in aula. “Non voglio fare la tigre in gabbia” – ha detto al suo avvocato Nicola Marseglia, che la assiste insieme al professore Franco Coppi. Lei e la madre continuano a professarsi innocenti, mentre per i pubblici ministeri Mariano Buccoliero e Pietro Argentino, non ci sono dubbi. Furono loro ad aggredire e a strangolare Sarah nella villetta di via Deledda, al culmine di una violentissima lite. E a nulla valgono le ammissioni di Michele Misseri, l’uomo di casa che è tornato da mesi ad accusarsi del delitto scagionando la moglie e la figlia. Anche ieri il contadino di Avetrana parlando ai microfoni di TgCom ha ribadito di essere lui l’unico colpevole. L’uomo dalle tante versioni, dopo essere tornato in libertà, ha più volte scritto alla figlia e alla moglie, sostenendo di essere il carnefice della nipote. I pm invece gli contestano solo il ruolo di becchino. Sarebbe stato chiamato dalle donne di casa per nascondere il cadavere di Sarah che lui avrebbe infilato nel pozzo degli orrori di contrada Mosca. Un compito terribile nel corso del quale sarebbe stato aiutato dal fratello Carmine e dal nipote Mimino Cosma. In Assise anche altri quattro imputati accusati di favoreggiamento e intralcio alla giustizia.

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