28 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 28 Gennaio 2022 alle 08:14:00

Cronaca

La Uil attacca: “Scoperto il bluff della Cementir”

Durissima nota del segretario generale pugliese del sindacato che chiede l'intervento del Governo


“Nonostante il bluff sia venuto facilmente e prontamente allo scoperto, da parte della Cementir si continua a negare la realizzazione dell’investimento utile ad abbattere le emissioni inquinanti e a migliorare l’attività produttiva”.

Aldo Pugliese, Segretario generale della UIL di Puglia, fa presente che “l’azienda e il gruppo Caltagirone non accennano a frenare il processo che tempo addietro hanno messo in moto, che porterà, qualora non si intervenga in maniera tempestiva, alla chiusura dello stabilimento ionico. A questo punto confidiamo nell’intervento del Governo affinché gli investimenti si realizzino e l’attività possa ripartire con slancio, anche perché non esistono più alibi”.

“La Cementir – spiega Pugliese in una nota – ha in questi mesi accampato pretesti del tutto falsi pur di giustificare la chiusura dello stabilimento, a cominciare dall’impossibilità di utilizzare il porto mercantile per l’attracco delle navi. Una scusa subito smentita dalla stessa Autorità Portuale, che ha sempre manifestato piena disponibilità a collaborare, sebbene, è bene sottolinearlo, negli ultimi quattro anni solo cinque navi con carichi riconducibili alla Cementir hanno fatto scalo nel porto ionico. Inattendibile è anche la presunta difficoltà a reperire materia prima, nello specifico la loppa, a causa della situazione dell’Ilva. Anche in questo frangente i nodi sono subito venuti al pettine: l’Ilva continua a produrre loppa, ma già l’attuale disponibilità servirebbe per coprire le necessità della Cementir per almeno un decennio".

"Smontata ogni scusa – continua Pugliese – la proprietà è uscita allo scoperto, addossando ogni responsabilità alla crisi economica, che avrebbe sensibilmente ridotto il mercato del cemento, e ventilando la concreta volontà di dismettere l’attività. Le organizzazioni sindacali di categoria hanno provveduto subito a far presente che il mercato è tutt’altro che deficitario: ad esempio, i lavori previsti nel porto di Taranto, per un valore complessivo di 400 milioni di euro, comporteranno il ricorso a ingenti quantità di cemento, dello stesso tipo prodotto dalla Cementir. E’ chiaro, quindi, che dietro le intenzioni della proprietà si celano ben altre questioni”.

“La Cementir – conclude il Segretario regionale della UIL – rappresenta un anello importantissimo del ciclo industriale ionico, un anello da cui non si può prescindere se non si vuole affondare il mercato occupazionale tarantino, già di per sé appeso a un filo”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche