Cronaca

“Improprio accollare ai magistrati il contrasto salute-lavoro”

Le parole del presidente della Corte d’Appello di Lecce, Fiorella, sul caso Ilva


LECCE – “Il disastro ambientale causato a Taranto dall’Ilva è di inaudita gravità per le ricadute sulla salute dei lavoratori e degli abitanti e accolla impropriamente alla magistratura il contrasto, apparente e pretestuoso, tra diritto alla salute e diritto al lavoro, entrambi costituzionalmente tutelati”. Lo ha detto il presidente vicario della Corte d’appello di Lecce Mario Fiorella aprendo, nella sua relazione in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, il capitolo dedicato ai reati ambientali.

“Il conflitto tra questi beni fondamentali e la minaccia di licenziamenti di massa – ha aggiunto – vengono artatamente riproposti all’unico scopo di risparmiare sugli investimenti necessari per consentire il lavoro in un ambiente salubre”. Dell’Ilva Fiorella ha parlato anche in relazione agli infortuni sul lavoro, ricordando i tre episodi di infortuni mortali, e al “problema irrisolto delle malattie professionali”.

“Il trend relativo alla durata media dei procedimenti nel 2013 è risultato ancora positivo, nonostante gli uffici del Distretto soffrano di una perdurante scopertura di organici, dei magistrati e del personale amministrativo”. Con una nota positiva e una negativa il presidente Fiorella ha dato inizio alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario, nell’aula magna del Tribunale di Lecce.
Nel settore penale è diminuita la durata media dei processi di primo grado a Lecce e Brindisi (663 giorni a Lecce e 419 a Brindisi rispetto ai 675 e 442 dell’anno precedente) mentre è leggermente aumentata a Taranto (619 giorni a fronte dei 580 del 2012). I processi d’appello invece sono risultati più veloci in entrambe le sedi (560 giorni a Lecce e 733 a Taranto, contro i 674 e gli 823 dell’anno precedente).

La giustizia civile nel Distretto di Lecce arranca soprattutto nella fase d’appello. Nella sede centrale della Corte d’appello la durata media dei giudizi civili – nel periodo tra il 1 luglio 2012 e il 30 giugno 2013 – è stata di 891 giorni contro gli 806 dell’anno precedente. A pesare sul risultato finale è soprattutto l’aumento delle cause sopravvenute, che sono state 1295 a fronte delle 1.102 dell’anno precedenti. Migliore è stato il risultato della sezione di Taranto, dove la durata media dei giudizi civili d’appello è stata di 899 giorni, contro i 950 del 2012.

Sostanzialmente stazionario, invece, la situazione dei processi di primo grado in tutti e tre i tribunali del Distretto: a Lecce la durata media è infatti di 421 giorni (480 nell’anno precedente), a Brindisi di 391 giorni (contro i 448) e a Taranto di 389 giorni (contro i 410). Nel contempo, ha sottolineato ancora Fiorella, “l’istituto della mediazione civile non ha avuto effetti positivi sul numero di procedimenti sopravvenuti ai Tribunali”.

“Il minore ricorso all’omicidio per risolvere i conflitti tra i clan è dettato dall’esigenza di non richiamare l’attenzione di polizia e magistratura con azioni eclatanti”. Fiorella legge così l’evidente calo di omicidi di mafia registrato lo scorso anno nelle province di Lecce, Brindisi e Taranto. Solo due gli episodi registrati nel tarantino e due nel leccese. “Quanto ai delitti di associazione a delinquere di stampo mafioso – ha scritto Fiorella nella sua relazione – accanto alla tradizionale attività di usura, estorsioni e traffico di stupefacenti, si è registrato un incremento di episodi criminali, specialmente a Lecce, dove sono aumentati di quasi la metà le intimidazioni, danneggiamenti, esplosioni di ordigni, incendi di autoveicoli”.

Resta stazionario il numero dei procedimenti avviati nel distretto di Lecce per i reati di usura e estorsioni (40 e 182). E’ stata la Procura della Repubblica di Brindisi, infine, la più prolifica del Distretto in tema di intercettazioni telefoniche. 647 sono, infatti, le utenze intercettate nell’anno appena trascorso, mentre 437 sono le utenze messe sotto controllo a Lecce e 631 a Taranto. Meno frequente l’utilizzo di intercettazioni ambientali (65 a Lecce, 101 a Brindisi, 116 a Taranto).

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