Cronaca

Minaccia di lanciarsi dal ponte, salvato dalla polizia

Ha desistito dopo una lunga trattativa. Terzo tentativo nel giro di pochi mesi


Un  trentaquattrenne tarantino era già sulla balaustra del ponte Punta Penna, pronto a lanciarsi di sotto. Era la terza volta nel giro di pochi mesi che minacciava il suicidio. E’ stato salvato dai poliziotti della Squadra Volante dopo molte ore di trattativa. Era sul ponte dalle 3.30 e ha desistito solo nella tarda mattinata. Il giovane è stato condotto all’ospedale “San Giuseppe Moscati” con un’ambulanza del 118 e dopo le cure del caso è stato dimesso. Oltre agli agenti della questura e ai soccorritori del 118, sul posto c’erano i vigili del fuoco.

Non si conoscono i motivi che ogni volta lo spingono al gesto clamoroso. Non è escluso che sia la disperazione dovuta alla mancanza di lavoro.

Un caso analogo si era verificato a ottobre scorso. Era stato il poliziotto-assessore Gionatan Scasciamacchia, transitando in auto sul ponte Punta Penna, a segnalare al 113 una motoape ferma sul margine della carreggiata che creava pericolo per la circolazione veicolare. Scasciamacchia aveva anche detto ai suoi colleghi che sul ponte stava accadendo qualcosa di anomalo.

Gli operatori del 113 avevano avvertito immediatamente due equipaggi della Squadra Volante presenti in zona che in brevissimo tempo erano intervenuti sul posto. Gli agenti, dopo aver individuato il mezzo segnalato, poco distante hanno scorto un uomo, che aveva scavalcato la recinzione del ponte e mostrava evidenti intenzioni suicide. Considerato il reale pericolo che l’uomo potesse compiere l’estremo gesto, i poliziotti avevano instauravano con lui un lungo colloquio, durato circa un’ora e mezza. Nel frangente, l’aspirante suicida, appena si era accorto che qualcuno dei presenti si stava avvicinando più del “consentito” in maniera esagitata aveva mimato il gesto di lanciarsi nel vuoto.

Solo dopo una paziente opera di convincimento gli agenti della Volante erano riusciti in un momento di distrazione ad afferrarlo.
Nonostante la strenua resistenza e la corporatura robusta dell’uomo erano riusciti ad immobilizzarlo e a portarlo all’interno della ringhiera.

Sul posto erano intervenuti anche i soccorritori del 118 i quali avevano prestato le prime cure all’uomo e poi avevano provveduto a condurlo all’ospedale San Giuseppe Moscati.

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