20 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Aprile 2021 alle 20:01:12

Cronaca

La Poli contro il caro benzina

TARANTO – “E’ assurdo che si aumenti il costo dei carburanti e si continui a non voler intervenire su una molto probabile evasione fiscale da parte delle grandi aziende petrolifere, di molte decine di milioni di euro all’anno, problema che Grande Sud ha più volte sollevato e che è stato pretestuosamente accantonato sia dal Governo Berlusconi sia dal Governo Monti”. Lo afferma la senatrice Adriana Poli Bortone, cofondatrice, con Gianfranco Miccichè, di Grande Sud, in una sua interrogazione. “Ribadiamo che prima di continuare ad incidere così pesantemente sui redditi più bassi bisogna far rispettare le regole da parte di chi ha palesemente enormi guadagni e rendere così credibile quel concetto di equità sociale a cui Monti ha ispirato la sua azione politica”.

Enormi gu-adagni che dovrebbero far scendere a miti consigli anche i vertici dello stabilimento tarantino dell’Eni ma soprattutto i nostri amministratori che avrebbero chiesto in cambio delle autorizzazioni per la realizzazione dei progetti dell’Eni delle compensazioni a dir poco ridicole. “Premesso che nel commercio dei prodotti petroliferi (in particolare carburanti e combustibili per autotrazione e riscaldamento) le procedure per il versamento sono le seguenti: la compagnia petrolifera estrae dalla sua raffineria e/o deposito quantitativi di prodotto destinato alla messa al consumo. Per ogni litro di prodotto immesso (quindi destinato alle stazioni di servizio e/o depositi commerciali liberi) la compagnia paga allo Stato un’imposta, l’accisa, che si aggira intorno al valore di 0,47220 euro a litro per il gasolio per autotrazione; per quantificare il numero di litri caricati su una singola autobotte destinata alla vendita, le dogane (di stanza nell’interno dei punti di carico) pesano il netto dell-’autobotte e poi dividono il peso netto per il valore di densità, rilevato per convenzione alla temperatura di 15 gradi (per esempio al peso netto di 27.100 chilogrammi rilevati sul bilico si applica la densità a 15 gradi che nel caso di specie è 0,8324 e dalla semplice divisione del primo numero per il secondo si ha un volume pari a 32.556 litri); la compagnia petrolifera paga allo Stato l’accisa su questo volume (quindi 0,4722 moltiplicato per 32.556 dà 15.373 euro). La compagnia però – rimarca la senatrice – fattura ed incassa dal consumatore (rivenditore o utilizzatore) per lo stesso peso di merce un volume maggiore in quanto commercializza a densità risultante dalla reale temperatura di carico”. La Poli chiede: “se il Ministro in indirizzo non intenda avviare con urgenza una seria indagine sulle vicende sopra descritte oppure intervenire al fine di portare a compimento le inchieste avviate; se non sia del parere che unificare tutto il commercio alla densità di 15o, oppure unificare tutto alla densità dell’ambiente rilevata dalla finanza ad inizio giornata, significherebbe non solo eliminare una parte di malcostume legalizzato ma anche favorire maggiori (o meglio mancati) introiti dello Stato”.

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