29 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 29 Ottobre 2020 alle 09:13:06

Cronaca

Pena di morte, l’India dice no: non sono terroristi

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NEW DELHI – Il governo indiano ha chiesto al ministero della Giustizia di rivedere il suo parere che la Sua Act, la legge antipirateria che prevede anche la pena di morte in caso di omicidi, possa essere invocata nel caso dei due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone.

Lo scrive oggi The Indian Express, precisando che al dicastero è stato chiesto di prendere in considerazione il fatto che la Sua Act è stata inquadrata per affrontare terrorismo e pirateria e non si applica all'uccisione dei pescatori. Fonti del ministero della Giustizia hanno detto che all'attorney general verrà chiesto di riconsiderare la sua opinione alla luce di questo punto. “Il suo parere – ha detto la fonte – sarà esaminato dal ministro della giustizia a differenza dell'ultima volta”. Alcuni funzionari del dicastero non hanno voluto confermare la notizia, ma hanno riferito che “il governo sta ancora valutando le azioni da prendere in futuro a causa delle ramificazioni internazionali”.

Di fronte alle crescenti pressioni contro l’applicazione nella vicenda dello stringente Sua Act che prevede la pena di morte – nella giornata di mercoledì c’era stata anche quella dell’Unione Europea -, il governo ha chiesto al ministero dell’Interno -sostiene il quotidiano indiano- di rivedere il suo “via libera” a invocare la legge nel caso specifico: “Al ministero – si legge ancora- è stato richiesto di considerare il fatto che la legge è stata pensata per far fronte ad atti di terrorismo e pirateria e questo non è il caso dell’omicidio dei due pescatori”.

Il tribunale speciale di New Delhi ha rinviato intanto al 25 febbraio la discussione su lla richiesta della polizia investigativa Nia di trasferire i marò sotto la tutela dello stesso tribunale.

La decisione del giudice Darmesh Sharma, della “session court” di New Delhi, è stata adottata in considerazione del fatto che il 3 febbraio è attesa una udienza per il ricorso italiano presso la Corte Suprema contro l’eventuale applicazione per il caso della legge per la repressione della pirateria (Sua Act).

La Difesa ha chiesto al magistrato di aspettare l’esito di questo esame prima di prendere in considerazione la richiesta della polizia Nia di avviare il processo presso il tribunale speciale.

Per quanto riguarda invece la presentazione degli attesi capi di accusa (“chargeesheet”), il Pubblico ministero, rappresentante del governo, ha detto che questo potrà avvenire dopo che il massimo tribunale indiano si sarà espresso sul ricorso italiano.

Dopo aver fissato la data del rinvio, il giudice Sharma ha chiarito che “qualora la Nia formalizzasse i capi di accusa, procederò in base alla legge”. Insomma, il caso non è finito.

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