Cronaca

Morte sul ponte girevole. Ordinate altre indagini

TARANTO – Una proroga delle indagini, per dare spazio a nuovi accertamenti tecnici. E non lasciare dubbi su una vicenda che ha scosso profondamente le coscienze dei tarantini, andando oltre le pagine di cronaca nera: la tragica morte di Lucio Dione, assassinato da un’auto pirata nella notte dello scorso Giovedì Santo. Insieme alla sua famiglia, da poco allargatasi con la nascita di un figlio, Dione – imprenditore noto in città per il suo impegno sociale e nella causa ambientalista – tornava dalla città vecchia. In bicicletta, come era sua abitudine. Ma il suo sorriso è stato spento dall’auto pirata che lo ha travolto sul ponte girevole.

Ha lottato, ma non c’è stato nulla da fare. Sette persone, che erano a bordo di quella vettura in spregio ad ogni norma di sicurezza, sono ora sott’accusa, con la pesantissima contestazione di concorso in omicidio colposo. A firmare la richiesta di proroga delle indagini è il magistrato che sta seguendo questa delicata inchiesta, il procuratore aggiunto Pietro Argentino. Come detto, si punta ad ulteriori accertamenti per inchiodare alle loro responsabilità quelli che per la procura sono degli assassini. Si tratta delle persone che erano nella lussuosa Audi A3 quando, nella notte tra Giovedì e Venerdì Santo, l’imprenditore tarantino venne investito mentre stava tornando a casa dopo aver seguito la processione dell’Addolorata. Uno dei momenti più seguiti ed amati della Settimana Santa. L’impatto avvenne poco dopo che l’auto aveva valicato il centro del ponte girevole, e per Lucio non c’è stato scampo. E’ rotolato sul parabrezza, sfondandolo. Quindi è stato sbalzato sul selciato, urtando violentemente la testa sul cordolo di cemento. Ne sono seguiti momenti drammatici: gli uomini del 118 hanno soccorso il ciclista, il cui cuore ha ripreso a battere, ma dopo aver lottato tra la vita e la morte non ce l’ha fatta. A migliaia si presentarono sul sagrato della chiesa Santissimo Crocifisso per i funerali, chiedendo giustizia per Lucio, morto a 39 anni. Oltre trecento persone, poi, vollero partecipare ad una fiaccolata organizzata da amici e familiari, snodatasi per le vie del centro sino al luogo della tragedia. Ed è proprio lì, sul ponte simbolo dell’unione tra le due anime della nostra città, che vennero deposte corone di fiori e nastri rossi e blu, a testimoniare come questa tristissima vicenda abbia segnato profondamente la nostra città, che ha visto sporcata di sangue la Settimana del silenzio e della riflessione.

Giovanni Di Meo

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