14 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Maggio 2021 alle 19:15:24

Cronaca

Un vertice per il Borgo contro abusivismo, criminalità e sporcizia

Queste ed altre questioni sul tappeto. Ma adesso servono controlli mirati


Sembrerebbe  necessaria, a questo punto,  una riunione tra i vertici cittadini per discutere del degrado del Borgo non paragonabile, ormai, neppure ad una periferia, nonostante il prezioso imbellettamento fornito al quartiere dalle vetrine dei negozi. Passanti e negozianti sono afflitti da una questua continua, i più aggressivi fra i questuanti entrano persino negli esercizi commerciali importunando la clientela.

Non si può allora vanificare, soprattutto, in questo tempi così difficili, gli sforzi imprenditoriali di tanti tarantini. E non è giusto condannare i cittadini ad una vita blindata per evitare il fastidio di fare anche solo quattro passi o qualche isolato in pace. Le colonne di un giornale non sono il luogo giusto per discutere di mendicità e fare una graduatoria di chi ha più o davvero bisogno. Ma un’idea occorre farsela venire. Lo stesso dicasi per gli improvvisati ambulanti, che spuntano ad ogni angolo ogni giorno della settimana. Lo stesso dicasi per le generali condizioni di degrado, l’igiene in primo luogo,  in cui versa il quartiere.

Per venire a capo di un problema che sembra stia scivolando via dalle mani, dalla presa, di tutti è arrivato forse il momento di pensare ad una specie di  “interforze”: militari, polizia, vigili urbani devono trovare un’intesa. E lavorare insieme. La nascita di un coordinamento per gestire l’impiego del  tempo e del lavoro in questa operazione di pulizia del Borgo, che adesso diventa una necessità, può sembrare un’utopia ma forse non lo è. Non almeno secondo il pensiero comune dei tarantini, esasperati dall’invivibilità del cosiddetto salotto cittadino. Sono scelte impopolari e qualcuno potrebbe trovare anche lo spunto per teorizzare su questa proposta che senz’altro tenderebbe a  definire “fascista”. E se invece la denominassimo soltanto “civiltà”, un primo impegno verso una Taranto finalmente civile, qualcosa in contrario?

Non piace a nessuno finire agli ultimi posto, fra le città italiane,  nella periodica classifica della vivibilità. Per risalire, sia pure piano, sia pure faticosamente, occorre il quotidiano impegno di  tutti noi. Nessuno escluso.

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