05 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 05 Agosto 2021 alle 05:58:00

Cronaca

Benzina, 5mila euro di aumenti

TARANTO – Più 130 per cento. E’ questo il rincaro che ha subito negli ultimi due anni il prezzo del gasolio agricolo. E’ quanto fanno sapere dalla Cia della provincia di Taranto in relazione al vertiginoso incremento dei prezzi del gasolio agricolo. “Si è passati da 0,49 euro del gennaio 2010 all’attuale 1,13 euro (prima settimana di gennaio 2012). Un aumento che, nello stesso periodo, è costato, in media, circa 5 mila euro ad azienda agricola. Un onere gravoso – dicono dalla Cia – soprattutto per le serre, che fanno un uso considerevole di carburante per il riscaldamento delle colture, specie durante l’autunno-inverno. Serve, quindi, un intervento mirato per ridurre un peso opprimente su uno strumento di lavoro, la cui quotazione dovrebbe, invece, essere agevolata per le aziende, come già avviene adesso per gli autotrasportatori.

E’ indispensabile l’introduzione di un “bonus” per evitare un vero e proprio disastro per l’agricoltura della provincia di Taranto. Per il gasolio agricolo in questi ultimi ventiquattro mesi è stato un continuo crescendo – ricorda la Cia. La situazione è cominciata a diventare difficile fin da novembre del 2009, quando, su intervento dell’Unione Europea, venne abolita l’agevolazione (la cosiddetta “accisa zero”) per l’acquisto del carburante da parte delle serre. Da allora è stato un salasso e lo scenario è divenuto drammatico. Il problema, pur grave, non ha riguardato solamente le serre, ma anche le altre aziende agricole che, a causa dei ricorrenti aumenti, sono state costrette a fronteggiare costi proibitivi. I rincari più forti sono stati registrati, comunque, nell’ultimo anno”. Secondo la Cia ad inizio 2011 un litro di gasolio agricolo costava 0,70 euro, mentre a dicembre scorso era arrivato a 1,10, con un incremento del 57,1 per cento. In pratica, un aumento di un centesimo al litro di gasolio agricolo si traduce, in media, in una spesa aggiuntiva di 100 euro per azienda. “Complessivamente nel 2011 si è avuto un costo supplementare di oltre 2 miliardi di euro; costo che quest’anno, visti i rimbalzi giornalieri del prezzo del carburante, può raggiungere i 2,6 miliardi di euro. Tuttavia, le difficoltà per le serre sono cresciute a dismisura. Molte aziende floricole e orticole corrono il pericolo di chiudere definitiva-mente i battenti. L’arrivo del freddo, oltretutto, farà crescere il ricorso al riscaldamento delle strutture serricole e ciò determinerà un incremento di consumi di carburanti, con il relativo aggravio nella gestione imprenditoriale”. Per questa ragione, la Cia chiede il “bonus” gasolio sia per le serre che per tutte le imprese agricole, in considerazione dei gravosi oneri produttivi e contributivi che sono costrette a sostenere “anche a seguito degli ultimi provvedimenti del governo Monti. Un intervento che, però, sia compatibile con le norme UE ed eviti così una nuova querelle, come quella del 2009. Una misura, quindi, che sia in grado di garantire un futuro alle aziende italiane che operano nell’orto-florovivaismo e non solo”.

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