02 Dicembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 02 Dicembre 2020 alle 19:14:04

Cronaca

Marò, anche la Suprema corte indiana si è stancata: “Ora basta”

Il ricorso italiano per Latorre e Girone slitta al 10 febbraio, ma la Corte Suprema attacca i magistrati indiani: “Non possiamo attendere oltre”


NEW DELHI – E’ stata rinviata a lunedì prossimo 10 febbraio l’udienza in cui sarà esaminato il ricorso dell’Italia sulla vicenda dei marò. Il presidente della Corte ha preso la decisione dopo aver ascoltato le ragioni del ricorso italiano. Il giudice della Corte Suprema Bs Chauhan, rinviando oggi l’udienza a lunedì prossimo, ha posto alla pubblica accusa un limite non estendibile di una settimana per presentare una soluzione sulle modalità di incriminazione dei marò. “Vi concedo ancora una settimana – ha insistito – ma non sono disposto ad attendere oltre”.

Abbiamo chiesto alla Corte che, di fronte all’indecisione della pubblica accusa, i marò siano autorizzati a tornare in Italia”, ha detto l'inviato del governo Staffan De Mistura. “E questa richiesta – ha insistito De Mistura- la ripeteremo con forma anche lunedì prossimo indipendentemente dall’esito dell’udienza”.

Staffan De Mistura ha avuto un fitto colloquio con il procuratore generale Vanvahati, prima dell’inizio dell’udienza di oggi sul caso dei marò. L’inviato speciale del governo ha definito il colloquio “franco e schietto”.

Il rappresentante del governo aveva chiesto al giudice un rinvio dell’udienza da 2 a 3 settimane per permettere al governo di ufficializzare la propria posizione. “Ma noi sappiamo benissimo che sarebbero diventate 4 o 5 settimane o di più”, ha detto De Mistura. “La Pubblica accusa non può più giocare con i tempi. Abbiamo ricordato tramite il nostro avvocato che ci sono stati 25 rinvii giudiziari senza un pezzo di carta”.

“Prima l’unica linea rossa era il non utilizzo del Sua Act. Ora anche lo sono diventati anche i ritardi”. Alla domanda su cosa farà se si dovesse rinunciare al Sua Act, sorridendo ha risposto "ve lo dirò lunedì", dopo aver precisato che sarà di nuovo nell’aula della Corte Suprema.

Da Delhi, intanto, rimbalzano sui media italiani le parole di Subramanian Swamy, ex ministro al Commercio e alla Giustizia e uno dei colonnelli del principale partito di opposizione indiano, il Bjp: “La pena di morte per i due marò? E’ un ricatto”. Il governo indiano starebbe tentando di legare la sorte dei due marò al processo di Busto Arsizio, quello che vede imputati i vertici di Finmeccanica per una presunta tangente da 51 milioni di euro, soldi che sarebbero serviti a convincere Nuova Delhi ad acquistare una nuova flotta di elicotteri Agusta. I destinatari della maxi mazzetta sarebbero le più alte sfere della politica indiana e il potente segretario di Sonia Gandhi, Ahmed Patel. Come raccontato dal Fatto due giorni fa, qualcuno nell'esecutivo indiano vorrebbe giocare entrambe le partite – marò e Finmeccanica – sullo stesso tavolo. Un'ipotesi che non sorprende l'opposizione locale: “Già quando il governo italiano ha tentato di impedire il ritorno in India dei marò, qui di trattativa si è parlato molto”. Questi i termini: “gli italiani avrebbero lasciato Sonia Gandhi fuori dal caso Agusta in cambio della liberazione dei fucilieri”, aggiunge Swamy.

In quell'occasione però una sollevazione popolare ha costretto il Partito del Congresso (quello di Gandhi, attualmente al governo) a tornare sui propri passi e a costringere l'allora ministro degli Esteri Terzi a restituire i militari. Dopo quello che è successo un anno fa, “il governo sa che deve fare attenzione”, aggiunge Swamy. La cautela è venuta meno il 10 gennaio: mentre la stampa indiana raccontava del coinvolgimento di Patel nel processo di Busto Arsizio, il ministro dell'Interno Sushilkumar Shinde ha cancellato due anni di rassicurazioni sul destino dei marò e ha minacciato il ricorso al "Sua Act", la legislazione contro il terrorismo, che renderebbe possibile il ricorso alla pena capitale. “No, non è una coincidenza. E’ un ricatto”, attacca Swamy.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche