Cronaca

Esposto alla Procura contro i vertici Auchan

Chiesto l’intervento contro il trasferimento di alcuni dipendenti


Un esposto per chiedere l’intervento della procura tarantina contro le modalità che hanno portato al trasferimento di alcuni dipendenti dell’Auchan. A presentarlo sono stati i sindacati di categoria (Antonio Arcadio, Fisascat Cisl; Sergio Notorio, Uiltucs; Giovanni D’Arcangelo, Filcams Cgil) che questa mattina hanno tenuto una conferenza (nella foto dello studio Renato Ingenito).

“Lo scorso luglio, l’Auchan, unilateralmente, ha comunicato ai sindacati la disdetta di tutti gli accordi siglati tra il 1997 ed il 2000 – racconta Arcadio. Si tratta di autentiche conquiste per gli oltre 200 lavoratori dell’ipermercato tarantino: 20 euro al mese in busta paga per “indennità di disagio”, pausa giornaliera di un quarto d’ora retribuita e tre giorni in più all’anno di permessi retribuiti, sono solo una parte di quanto prevedevano quegli accordi. Abbiamo incontrato in più circostanze l’azienda per chiedere chiarimenti ma loro hanno sempre motivato quella decisione con la crisi economica e l’andamento delle vendite. Giusto per intenderci, quello di Taranto – spiegano i rappresentanti sindacali – è l’unico ipermercato della Puglia in cui non sono stati attivati ammortizzatori sociali. Anche a Casamassima, il secondo ipermercato più grande d’Italia, i lavoratori sono sottoposti a contratti di solidarietà”.

Successivamente, secondo quanto ricostruito stamattina dai sindacati, ed esposto all’interno della denuncia presentata alla procura della Repubblica, “l’azienda ha cominciato a parlare di esuberi e di un “nuovo modello organizzativo” fino ad arrivare a chiederci di lavorare, obbligatoriamente, le domeniche ed i giorni festivi con orari ordinari, quindi niente “festività”.

L’ultimo incontro con l’azienda l’abbiamo avuto a ottobre. In quel frangente – osserva Antonio Arcadio – ci hanno presentato una offerta. Erano pronti a restituire tutto, permessi e indennità, in cambio dell’autorizzazione obbligatoria, da parte dei dipendenti, a lavorare nei giorni festivi con orari ordinari. Ci è sembrato tutto pretestuoso: dove era finita la paventata crisi se si chiede ai dipendenti di lavorare anche la domenica e nei giorni festivi? Ad ogni modo, abbiamo cercato di trovare una mediazione. Eravamo pronti a proporre ai lavoratori in assemblea due domeniche al mese ma l’azienda è stata categorica. A quel punto non ci è rimasto altro che protestare e lo abbiamo fatto l’8 dicembre con un sit-in nell’area antistante l’ipermercato”.

Dopo la mobilitazione sono partite le prime lettere. “L’azienda ha cambiato strategia, inviando lettere ai dipendenti per chiedere la modifica del contratto per lavorare la domenica. Due lettere, una a distanza di venti giorni dall’altra, scritte, a nostro giudizio, con tono intimidatorio. Abbiamo chiesto un incontro – dicono dai sindacati – ma subito dopo l’Epifania l’azienda è passata al contrattacco, trasferendo tre dipendenti donne: due a Triggiano, una a Mesagne”. L’esposto alla procura è stato inviato anche alla Direzione territoriale del Lavoro per mettere in luce come “l’azienda, a fronte di questo comportamento, usufruisca di borse lavoro e tirocini formativi con soldi dello Stato”.
 

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