26 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 26 Ottobre 2020 alle 06:19:08

Cronaca

Parcheggio Cimino. “Pronto ma fermo”

Confcommercio sui ritardi nella definizione della gestione del progetto


TARANTO – “Taranto, città a passo lento” Così Confcommercio a proposito del progetto Cimino.
Nel 2009 la Regione finanziò un programma di creazione di sistema integrato di linee veloci riservato al trasporto pubblico e al parcheggio di interscambio: Piano Stralcio del Progetto di  Area Vasta “Parcheggi Cimino/Croce” Parcheggi di interscambio che dovevano – secondo i progettisti – contribuire ad alleggerire e velocizzare il traffico urbano. L’avvio dei cantieri sul versante est della città (Cimino) ha imposto l’espianto di un centinaio di alberi esterni all’area del Parco, uno dei pochi polmoni verdi, un’area boschiva semi abbandonata che attualmente versa in uno stato di profondo degrado.
“E’ dal 2011che l’area è cantierizzata per la realizzazione del  parcheggio che, sebbene pronto, non è  ancora  entrato in funzione, perché di fatto non si è deciso come e con che modalità utilizzarlo. Il progetto era funzionale alla creazione di linee veloci dei mezzi pubblici, ma non essendovi percorsi urbani che consentissero l’avvio di corse urbane veloci, si dovevano studiare soluzioni per rendere operativa l’area (il capolinea dei bus cittadini ed extra urbani; il biglietto unico parcheggio/bus, etc.) e dare così una prima risposta ai grandi  problemi di inquinamento e traffico”. Confcommercio ricorda: “Il presidente dell’Amat, Walter Poggi l’estate scorsa aveva annunciato che entro settembre l’area di scambio di Cimino sarebbe entrata in funzione, sono passati quattro mesi e siamo ancora in attesa di conoscere le proposte del Comune. Quanto all’area Croce, il progetto è stato bloccato dai   rinvenimenti archeologici che, lungi dal costituire un ostacolo, se opportunamente valorizzati, potrebbero addirittura conferire un valore aggiunto”. A dicembre Confcommercio attraverso una nota inviata al sindaco Stefàno, agli assessori Lonoce (Lavori Pubblici) e Cosa (Urbanistica), e al presidente dell’Amat,  incalzava sull’avvio di un percorso di confronto. “Sono trascorsi due mesi e non vi è stato alcun cenno di riscontro. Non si riesce a comprendere perché un’opera realizzata e pressoché pronta, non debba subito entrare in funzione, andando a risolvere una problematica che contribuisce a complicare la vita dei cittadini e delle attività economiche del territorio. I cittadini, i commercianti, sono stanchi di implorare capacità decisionale ed operatività”.

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