18 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Aprile 2021 alle 17:24:06

Cronaca

Cari Florido e Stefàno, ma ci state prendendo in giro?

TARANTO – Ma ci state prendendo in giro? E’ questo l’interrogativo che sorge in maniera immediata leggendo lo stringato comunicato stampa con il quale l’ufficio del sindaco ha reso noti gli esiti di un summit tenuto a Palazzo di Città. Ieri infatti, il sindaco di Taranto Stefàno, il presidente della Provincia Florido ed i massimi vertici dell’Eni hanno parlato per ore. La montagna alla fine ha partorito il più classico dei topolini. Si è trattato “di un primo approfondimento sulle compensazioni legate agli investimenti Eni nell’area di Taranto” si legge nella nota. Ma ciò che è scritto più in basso ha del ridicolo.

Sapete cosa hanno chiesto i nostri amministratori all’Eni in cambio del progetto Tempa Rossa e della nuova centrale a turbogas? “Tutti gli interventi così come previsto dalla normativa applicabile, saranno destinati a compensazione di carattere ambientale. Tali interventi saranno orientati verso la metanizzazione delle scuole gestite dalla parte pubblica, di mezzi di trasporto e servizi pubblici oltre che la solarizzazione di edifici scolastici e ambientalizzazione delle attività portuali Eni”. In pratica non è cambiata di una virgola la richiesta di Florido e Stefàno rispetto a quanto emerso a margine del summit a Bari alla presenza di Vendola (a proposito, il presidente dov’era?), visto che stiamo ancora a parlare di una ventina di mini impianti fotovoltaici sui tetti delle scuole e della bonifica di Punta Rondinella. Sparisce invece, dalle richieste inoltrate all’Eni, il punto riguardante le iniziative di sostegno al Parco delle Gravine. “Sono previsti inoltre interventi sempre nello spirito delle compensazioni ambientali che saranno destinati a sostegno di situazioni sociali di forte debolezza – prosegue la nota arrivata da Palazzo di Città. Quanto sopra prevede un investimento di circa tre milioni per Eni a cui, oltre al beneficio ambientale, si aggiungerà un risparmio per un minor costo di energia e di spesa per l’acquisto del gasolio per circa un milione l’anno per le amministrazioni pubbliche”. Stiamo parlando quindi di compensazioni pari a 3 milioni di euro. Se la matematica non è una opinione, gli investimenti dell’Eni (tenendoci bassi) si aggirerebbero attorno ai 500-600 milioni di euro. Quindi 3 milioni di euro sarebbero lo 0,5% dell’intero investimento, quindi la metà rispetto a quanto prospettato dalla Consulta per lo Sviluppo presieduta proprio da Florido: l’1% per Tempa Rossa, nuova centrale e raddoppio Cementir. L’unica nota positiva in coda al comunicato stampa, recita “i rappresentanti delle due amministrazioni hanno richiesto, oltre le compensazioni, di sostenere le attività sportive di eccellenza in terra jo-nica. Al riguardo Eni si è riservata di avviare una verifica”. Che in sostanza certifica da un lato la serietà con la quale il colosso petrolifero, almeno su questo punto e sulle realtà sociali più deboli, è disponibile a ragionare seriamente, e contestualmente l’incapacità dei nostri amministratori locali di essere altrettanto seri, parlando genericamente di promesse senza entrare nel merito delle questioni. Altrove, come Taranto Sera ha mostrato negli ultimi due mesi, il diverso spessore degli amministratori locali ha consentito agli altri territori di ottenere molto di più. Da noi, no. Anche se, anche grazie a Taranto Sera, appunto, finalmente qualcosa comincia a muoversi, ma si deve fare molto di più.

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