21 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Giugno 2021 alle 07:06:02

Cronaca

Puzza insopportabile, sigilli alla discarica “Vergine”

I carabinieri hanno eseguito un provvedimento preventivo emesso dal gip dopo un esposto


I carabinieri del Noe stamattina hanno eseguito il sequestro preventivo emesso dal gip del Tribunale di Taranto, dott.ssa Valeria Ingenito, su richiesta del pm Lanfranco Marazia, relativo all’impianto di discarica per rifiuti speciali non pericolosi situato in località Palombara, nell’isola amministrativa di Taranto.

La discarica è di proprietà della società Vergine S.p.A..

I militari, diretti dal maggiore Nicola Candido, a parziale conclusione di complesse indagini avviate a seguito di esposti presentati da cittadini ed associazioni ambientaliste, hanno anche  sequestrato tre compattatori industriali, due pale meccaniche e tre escavatori utilizzati per la movimentazione e la copertura dei rifiuti speciali.

Le indagini del Noe, durate un anno e mezzo circa, hanno richiesto una consulenza tecnica e numerosi campionamenti e monitoraggi effettuati dall’Arpa di Taranto, durante i quali sono state accertate concentrazioni di idrogeno solforato superiori alla soglia di percepibilità olfattiva prevista. E’ stato sostenuto che gli episodi segnalati  negli esposti potevano essere correlati alla dispersione di sostanze odorigene compatibili con le operazioni di abbancamento dei rifiuti ed anche allo spegnimento di alcune torce presenti nell’impianto per la combustione dei biogas.

Su quest’ultimo si sono concentrate le osservazioni dei consulenti secondo i quali la mancanza di un corretto sistema di captazione degli stessi determina un accumulo di gas nel corpo della discarica che sfocia in una fuoriuscita con dispersioni maleodoranti in atmosfera.

Anche in relazione ai fanghi in entrata nella discarica è stato rilevato che non sono stati adottati tutti gli accorgimenti tecnici necessari al fine di evitare le emissioni maleodoranti.  E’ stato anche effettuato uno studio dei venti registrati nelle stazioni di Torricella e Grottaglie per comprendere quale fosse l’origine dei miasmi avvertiti in zona ed escludere eventuali altre fonti inquinanti.  L’ipotesi di reato contestata ai gestori della discarica è  getto pericoloso di cose per aver provocato l’emissione di sostanze odorigene, quali il solfuro di idrogeno e biogas, derivanti dai processi di gestione e post-gestione delle vasche di raccolta e di trattamento dei rifiuti, atte a cagionare molestia olfattiva e disturbi di vario genere alle persone ed in particolare alla popolazione residente a Lizzano, paese situato a 3 chilometri e mezzo dall’impianto. Il valore  dei beni sottoposti a sequestro è di circa trecento milioni di euro. La Vergine fu al centro di un sequestro nel novembre del 2011 cui fece seguito un provvedimento di dissequestro.

 

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