24 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Giugno 2021 alle 20:01:57

Cronaca

Coca da Scampia, chiesti 75 anni

Stamattina la requisitoria del pm antimafia Alessio Coccioli per il traffico di droga sull’asse Taranto-Napoli. Verdetto il 22 aprile


TARANTO – Processo antidroga “Cerberus”: chiesti 75 anni per gli imputati che hanno scelto il rito abbreviato.
Chiesti dieci anni per Antonio Cerbero e per Bartolomeo D’Aprile, otto anni per  Roberto De Tommaso, Pietro Di Lena, Cosimo Marseglia, Salvatore Peruggi, quattro anni per Leonzio Magnati, Angelo Sampietro e Dario Turco, due anni e otto mesi per  Vitaliano Marano. Stamattina requisitoria del pm antimafia, Alessio Coccioli, dinanzi al gup di Lecce, dottoressa Antonia Martalò,  per gli imputati difesi dagli avvocati Maurizio Besio, Salvatore Maggio, Gaetano Vitale e Giuseppe Sernia.  La sentenza il prossimo 22 aprile. Invece il 25 febbraio in programma l’udienza per gli altri imputati.
In dieci hanno patteggiato la pena. Tra loro una 32enne ivoriana, difesa dall’avvocato Besio, che ha patteggiato due anni di reclusione, con pena sospesa.  Cocaina pura che viaggiava da Napoli a Taranto.  Dal quartiere “Scampia” alla Salinella per poi essere smerciata anche a San Marzano di San Giuseppe, Lizzano e Pulsano. Il giro di cocaina,  più di quaranta chili solo tra il 2007 e il 2008, fece scattare 11 arresti delle Squadra Mobile di Taranto nel dicembre del 2012. Cinquanta gli imputati, tra cui diversi giovani incensurati, per i quali il pm antimafia  Coccioli ha chiesto il processo. 
Le indagini iniziate nel  2007 fecero finire in carcere, per associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, un napoletano di cinquantatrè  anni, ritenuto uno degli elementi di spicco. In cella finirono anche due fratelli tarantini. Altri cinque residenti nel capoluogo jonico, invece, ottennero i “domiciliari” . Le informazioni viaggiavano solo tramite sms. Le parti comunicavano attraverso un complicato codice criptico, nel quale ad ogni lettera corrispondeva  un numero.
Uno dei capi, da San Giorgio Jonico, sua base logistica per la gestione del traffico di droga, si occupava, secondo gli investigatori di organizzare i corrieri per il trasporto della cocaina.
E principalmente la droga era consegnata ai due fratelli tarantini. Da qui la fase dello smistamento tra i pusher per la vendita finale. Dal 2007 si contano almeno tre arresti di  “corrieri” trovati in possesso ogni volta di circa un chilo di cocaina allo stato puro.

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