16 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Settembre 2021 alle 16:59:00

Cronaca

Caso Tarantini. Arrestato medico a Castellaneta

CASTELLANETA – Approda anche in terra ionica, con un arresto eccellente, l’inchiesta che sta travolgendo la sanità pugliese. Questa mattina i militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza Bari hanno eseguito l’ordinanza emessa dal gip del Tribunale di Bari ed arrestato il dottor Vito Nicola Galante, primario di ortopeda del presidio ospedaliero di Castellaneta. A carico del professionista, per il quale sono stati disposti i domiciliari, le accuse di corruzione, turbativa d’asta e falsificazione ideologica di atti pubblici.

L’ordinanza cautelare, spiegano dalla Procura, si inserisce all’interno dell’ampia indagine avviata dai magistrati del capoluogo regionale sulla gestione della sanità pugliese. In particolare, il clamoroso sviluppo di oggi scaturisce dagli accertamenti svolti sui rapporti esistenti tra il dottor Galante e gli imprenditori baresi Gianpaolo e Claudio Tarantini, soci occulti ed amministratori di fatto della Tecno Hospital S.r.l., riguardanti la fornitura di protesi e trapani ortopedici destinati alle Unità operative di ortopedia di vari presidi ospedalieri della As di Taranto. Nel dettaglio, si legge in una nota emessa dalla stessa Procura, “è stato accertato che Galante, nella sua qualità di pubblico ufficiale, ha ricevuto ovvero accettato la promessa da Gianpaolo e Claudio Tarantini, di titoli di viaggio, soggiorni presso strutture alberghiere, miglioramenti della propria posizione professionale nell’ambito del settore sanitario regionale, al fine di compiere atti contrati ai doveri di correttezza ed imparzialità inerenti alla sua funzione di pubblico ufficiale. Il primario, aveva infatti determinato gli acquisti dei dispositivi medici da parte della struttura complessa di ortopedia e traumatologia del presidio ospedaliero di Castellaneta verso le aziende riconducibili ai fratelli Tarantini, omettendo ogni valutazione in relazione all’infungibilità o insostit-uibilità dei dispositivi protesici ovvero alla comparazione dei costi con altri prodotti aventi caratteristiche tecniche e finalità similari, così asservendo la funzione pubblica al soddisfacimento dei propri interessi”. Galante, sempre secondo la ricostruzione dei magistrati, avrebbe “determinato la turbativa di una gara indetta dal Direttore Generale dell’Asl di Taranto relativa all’acquisto di trapani ortopedici destinati alle unità operative di ortopedia di vari presidi ospedalieri, consentendo la partecipazione al pubblico incanto di alcune imprese nonostante fosse a conoscenza che le stesse erano riconducibili ad un unico centro decisionale (fratelli Tarantini), in violazione al Codice degli Appalti”. Nell’ambito della stessa operazione, che potrebbe in ogni caso avere ulteriori sviluppi, sono anche stati sottoposti a sequestro preventivo per equivalente beni mobili ed immobili, oltre a conti correnti bancari e titoli, per un valore di circa 600.000 euro.

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