26 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 26 Novembre 2020 alle 12:41:42

Cronaca

Officine, sgombero rinviato. “Contusi un poliziotto ed un carabiniere”. Le foto

Tensione stamattina in via Di Palma. Forzato il cordone di sicurezza


 

“Non entra nessuno”. Cancelli sbarrati a ragazzi e giornalisti. Persino chi aveva lasciato l’auto all’interno dell’area parcheggio è costretto ad aspettare fuori.

In città, un dispiegamento di forze di questo tipo, non lo si vedeva da tempo: polizia, carabinieri, guardia di finanza, vigili del fuoco e vigili urbani con pattuglie e mezzi blindati. Stamattina, il tentativo di sgombero degli ex Baraccamenti Cattolica, occupato da circa tre mesi dagli attivisti di Officine Tarantine, ha calamitato l’attenzione di residenti ed avventori del Borgo umbertino. Già dalle prime ore del mattino, i mezzi delle forze dell’ordine hanno presidiato una delle aree demaniali che, a seguito delle compensazioni stabilite nell’ambito del “tavolo per Taranto”, rientra nel patrimonio del Comune.

Intorno alle 9, nel parcheggio entra anche una ambulanza. “Tranquilli, qui dentro non è successo niente” assicura Alessio, che assieme ad altri quindici ragazzi delle Officine si trova all’interno della struttura. “Abbiamo chiesto di vedere l’ordinanza di sgombero ma niente, non si stanno rendendo conto di quello che stanno facendo con questa azione. Dal Comune, stamattina, nessuno si è degnato di venire a parlarci. Non c’è stata possibilità di dialogo”.

All’esterno, gli animi si surriscaldano. “Sono tre anni che ci spacchiamo la schiena per fare qualcosa di buono per la nostra città. Noi stiamo lottando anche per i vostri figli. In ballo c’è anche il loro futuro” urla un attivista all’indirizzo delle forze dell’ordine che intanto formano un secondo cordone di sicurezza davanti al cancello.

Intorno alle 10.15 arriva il primo (e unico) rappresentante delle Istituzioni. Si tratta del consigliere comunale Angelo Bonelli che chiede invano di entrare. Nel frattempo i ragazzi che si trovano all’interno della struttura chiedono l’ingresso di un loro avvocato. “Stiamo valutando varie ipotesi – spiegano – al momento ci è stato messo a disposizione un camion per portare via tutte le nostre cose”.
A mezzogiorno, qualcuno cerca di forzare il cordone di sicurezza.

“Al quel punto – racconta Saverio, uno dei rappresentanti delle Officine – è partita una “carica” delle forze dell’ordine. Nel caos sono state colpite anche persone di una certa età”. Mezz’ora più tardi i cancelli sono spalancati. “Abbiamo ripreso in mano la nostra struttura” esultano gli attivisti, mentre all’esterno le forze dell’ordine decidono sulle prossime mosse. Intorno alle 13 dai vigili urbani arriva la notizia ufficiale: “Lo sgombero è stato rinviato. E stato forzato il cordone di sicurezza. Sono rimasti contusi un poliziotto ed un carabiniere”.
 

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