Cronaca

Il patron Ilva, Emilio Riva, rinviato a giudizio per frode fiscale

Secondo l'accusa mancherebbero al fisco imponibili per 52milioni di euro. Rinviati a giudizio anche tre manager


Il fondatore del colosso siderurgico Ilva, Emilio Riva, di 87 anni, dovrà difendersi dall'accusa di aver frodato il fisco per oltre 52 milioni di euro.

Lo ha deciso il Gup del Tribunale di Milano Anna Maria Zamagni, che ha accolto la richiesta del pm Stefano Civardi, che lo ha rinviato a giudizio per una maxi-evasione realizzata nel 2007 con una complicata operazione finanziaria per non versare in Italia le tasse dovute dal gruppo.

Il processo avrà inizio il prossimo 19 maggio davanti alla prima sezione penale di Milano. Insieme al patron dell'Ilva saranno processati anche tre manager, due ex dirigenti del gruppo e a un ex manager di Deutsche Bank.

Secondo la ricostruzione del procuratore aggiunto Francesco Greco e del pm Stefano Civardi, infatti, nella dichiarazione dei redditi del 2008 del colosso del settore siderurgico sarebbero stati indicati elementi passivi fittizi per poter poi pagare meno tasse al Fisco. Oltre a Emilio Riva, il gup ha mandato a processo Mario Turco Liveri e Agostino Alberti, in qualità all’epoca rispettivamente di responsabile finanziario e componente del cda e responsabile fiscale del gruppo dell’Ilva di Taranto e anche Angelo Mormina, che era all’epoca managing director di Deutsche Bank Londra (non è più nell’istituto di credito dal 2012).

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche