17 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Aprile 2021 alle 18:16:49

Cronaca

“Il mio inferno a bordo della Concordia”


TARANTO – “Abbiano sentito un botto terribile. Ci hanno detto che c’era un problema ai motori. Appena siamo usciti sul ponte numero 4, ci hanno detto di tornare in cabina. Se lo avessimo fatto forse non saremmo tornati a casa”. Patrizia Sammartino la parrucchiera tarantina che venerdì sera era a bordo della nave “Concordia” ha ancora nelle orecchie le urla dei passeggeri, il pianto dei bimbi, il rumore dei tavoli rovesciati, dei piatti e dei bicchieri volati per aria. Non potrà dimenticare il terrore negli occhi delle madri che avevano perso i loro bambini.

“Ci siamo dati da fare per aiutare quei bimbi disperati, eravamo su una scialuppa di salvataggio. Affidati ad un cuoco della nave che peraltro era straniero. Con lui non riuscivamo a comunicare perfettamente. In giro non abbiamo visto moltissimi componenti dell’equipaggio. C’era tanto caos e tantissima disperazione”. Dal Regno delle Donne di via Monfalcone all’inferno del Giglio. Per Patrizia Sammartino la gioia per essere stata scelta tra duecento parrucchiere per partecipare ad un reality sul gioiello della Costa (le selezioni si erano tenute a Bari) nel giro di poco si è trasformata in puro terrore. Uno dei giorni più brutti della sua vita. Una esperienza che la sua mente dovrà tentare di rimuovere, di scacciare via. “Dopo una riunione siamo andati al ristorante per cenare – dice- eravamo soddisfatti per come stavano andando le cose. All’improvviso si è scatenato l’inferno. Ci dicevano di stare tranquilli perché la situazione era sotto controllo ma noi avevamo capito che era accaduto qualcosa di grave. La nave si stava inclinando. Bisognava subito abbandonarla. E abbiano atteso novanta interminabili minuti prima di salire sulle scialuppe di salvataggio. Ci siamo lasciati dietro paura e morte. Una volta sbarcati sull’isola del Giglio gli abitanti sono stati meravigliosi. Il Sindaco ha ordinato che si tirassero su le saracinesche delle farmacie per i bimbi e gli anziani, che si aprissero i bar affinchè i naufraghi potessero rifocillarsi. Ci hanno accolti nella chiesa, nelle case. Tutti erano pronti a dare un mano per non farci sentire più soli, più disperati. Sono stati davvero fantastici” Patrizia è angosciata quando ricorda quei momenti da incubo, sull’orlo del precipizio. “E’ stato davvero terribile. Ora voglio solo dimenticare” ripete con il pensiero rivolto a chi, purtroppo, non ce l’ha fatta.

G.N.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche