26 Gennaio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 26 Gennaio 2021 alle 15:19:23

Cronaca

Non c’è pace per l’Ilva. Due arresti per estorsione

Un tecnico e un impiegato della Taranto Energia, società controllata dal colosso dell’acciaio, sono finiti in manette


Un tecnico e un impiegato della “Taranto Energia”, società controllata da Ilva spa, che gestisce la centrale elettrica all’interno del colosso siderurgico, garantendone l’approvvigionamento energetico, sono finiti in manette con la pesante accusa di estorsione. Sono finiti nei guai dopo la denuncia della security dell’azienda e di una ditta dell’appalto. Il tecnico, il 39enne Oreste Minelli è stato arrestato, mentre il suo collega, il cinquantenne Cosimo Farilla, è stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Taranto, diretti dal tenente colonnello Giovanni Tamborrino.

I due, secondo l’accusa, avrebbero preteso denaro dai titolari di una ditta esterna per consentire loro di aggiudicarsi altri appalti. Tutto è iniziato lo scorso novembre, quando la ditta che ha presentato la denuncia ha ricevuto due commesse per lavori di manutenzione della centrale.

Pochi giorni dopo l’inizio dei lavori il capo cantiere della ditta sarebbe stato avvicinato dal tecnico 39enne di “Taranto Energia”, che gli avrebbe  chiesto danaro per potersi aggiudicare altri lavori. A distanza di un paio di settimane, dal capo cantiere si sarebbe presentato l’impiegato 50enne di “Taranto Energia” che avrebbe sollecitato quanto già prospettato dal presunto complice, aggiungendo che la somma di 5mila euro avrebbe potuto soddisfare le loro pretese.

L’uomo ha risposto che avrebbe comunicato la richiesta al titolare della ditta che, sin dall’inizio della vicenda, aveva già messo al corrente di tutto l’ufficio security del Gruppo Ilva. L’imprenditore vittima dell’estorsione e la security dell’Ilva, inizialmente, hanno finto di assecondare le richieste, pattuendo la consegna di 5mila euro in buoni carburante. Dopo alcuni giorni, la stessa security, a seguito di formale procura conferita dal commissario straordinario Enrico Bondi, ha presentato denuncia ai carabinieri che si sono subito attivati per le indagini, acquisendo anche la testimonianza delle vittime.

Nella tarda serata di ieri il titolare della ditta, dopo aver informato i militari dell’Arma, ha contattato uno dei due dipendenti infedeli, fissando un appuntamento per la consegna dei buoni. I carabinieri hanno quindi predisposto un servizio di appostamento nel luogo fissato per la consegna pronti ad intervenire al momento opportuno. L’impiegato 50enne di “Taranto Energia” si è presentato all’appuntamento e si è fatto consegnare i buoni carburante, ma poco dopo è stato bloccato e arrestato. Il presunto complice 39enne è stato rintracciato nella sua abitazione e sottoposto a fermo.

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