Cronaca

Griffe taroccate vendute su internet, 24 arresti

L'inchiesta è partita da Taranto. L’operazione è scattata in sette regioni


Vendevano in mezza Italia, attraverso internet, scarpe e capi di abbigliamento taroccati. I militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Taranto, in collaborazione con altri reparti delle fiamme gialle, hanno eseguito 24 ordinanze di arresto, delle quali 11 in carcere e 13 ai domiciliari, disposte dal gip del Tribunale di Lecce su richiesta della Dda. Arrestato anche un tarantino, Patrizio Di Giuseppe.

Le indagini iniziate nel gennaio del 2009 hanno avuto l’input dagli approfondimenti di elementi acquisiti dai gestori di dati telematici, riferiti a utilizzatori di indirizzi IP attraverso i quali veniva effettuata la commercializzazione di calzature e capi di abbigliamento con marchi contraffatti di note aziende internazionali.

Le successive indagini eseguite anche con l’ausilio di intercettazioni telefoniche e telematiche, hanno evidenziato l’esistenza di un gruppo costituito da persone di origine campana, che si servivano di due opifici ubicati a Maddaloni e Casoria, all’interno dei quali vi erano attrezzature e macchinari utilizzati per la produzione di merce contraffatta. Nella rete anche quattro cittadini di nazionalità cinese, titolari di un deposito situato a Montecatini Terme,  nel quale venivano importati e distribuiti i prodotti taroccati.

Il gruppo commercializzava poi la merce contraffatta utilizzando propri “emissari” in Puglia, Campania, Calabria, Sicilia, Lazio, Toscana e Veneto. Usava la rete internet, attraverso canali telematici creati “ad hoc”, quale strumento per la pubblicizzazione di annunci di merce contraffatta, nei settori dell’abbigliamento ed accessori, nonché delle calzature, ma anche metodi di pagamento per i quali i soggetti destinatari risultavano essere dei “prestanome” e utenze telefoniche intestate a soggetti stranieri meri “prestanome” o a nomi di fantasia. Nel corso delle indagini eseguite nel 2009 e 2010  dieci operazioni di polizia giudiziaria nel corso delle quali sono stati sequestrati, oltre a documentazioni riportanti rapporti bancari e postali attestanti le movimentazioni di denaro, anche 2.100 capi di abbigliamento, 9.000 paia di scarpe, 687 tomaie, 500 sacchetti di stoffa, 25.000 etichette e 6.000 bottoni.

Contestati vario titolo i reati di associazione per delinquere, commercio di prodotti con segni falsi e ricettazione. Il blitz “Masaniello”illustrato dal procuratore delle Dda, Cataldo Motta, dal sostituto Alessio Coccioli, dal procuratore Franco Sebastio, dal colonnello Salvatore Paiano e dal tenente colonnello Giuseppe Micelli.

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