Cronaca

Corte Suprema indiana, nuovo rinvio. Ora è battaglia

La Farnesina ha disposto il richiamo a Roma dell’ambasciatore in India dopo che la Corte Suprema ha fatto slittare l’udienza


NEW DELHI – Stavolta, il rinvio – il ventisettesimo – dell’udienza per i due marò pugliesi, il tarantino Massimiliano Latorre ed il barese Salvatore Girone, era davvero imprevisto. E se dal giorno della verità s’è passato a quello della farsa, l’Italia prova ad alzare la voce, nella vicenda che da due anni coinvolge i fucilieri di Marina .

"Il governo italiano ha disposto l'immediato richiamo a Roma per consultazioni dell'ambasciatore a New Delhi, Daniele Mancini". Lo ha annunciato la ministro degli Esteri Emma Bonino, dopo l'ennesimo rinvio della Corte suprema. "A fronte dell'ulteriore, inaccettabile rinvio deliberato questa mattina dalla Corte Suprema indiana dell'esame del caso dei fucilieri di Marina Latorre e Girone e della manifesta incapacità indiana di gestire la vicenda – ha detto ancora la titolare della Farnesina in una nota – l'Italia proseguirà e intensificherà il suo impegno per il riconoscimento dei propri diritti di Stato sovrano in conformità con il diritto internazionale. L'obiettivo principale dell'Italia resta quello di ottenere il rientro quanto più tempestivo in patria dei due Fucilieri". "L'India deve rispettare i diritti umani" scrive su Twitter il commissario europeo all'Industria Antonio Tajani, sottolineando che il nuovo rinvio della Corte suprema nel caso di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone "è incomprensibile e inaccettabile, no SuaAct".

“La misura è colma ed ancora più grande è lo sdegno che investe tutta la nazione e che non può non propagarsi all’intera comunità internazionale. Su questo caso non c’è giustizia: siamo di fronte ad un comportamento ambiguo ed inaffidabile delle autorità indiane” le parole invece di Mario Mauro, ministro della Difesa in attesa.

La Corte Suprema indiana ha deciso oggi di rinviare l’udienza sul caso a lunedì 24 febbraio alle 14 (le 9,30 in Italia) in attesa di una risposta scritta del governo sull’applicabilità o meno per questo caso della legge per la repressione della pirateria. La questione dell’applicabilità o meno della legge per la repressione della pirateria (Sua Act) al caso di Latorre e Girone è in mano al ministero della giustizia indiano. Lo ha dichiarato il procuratore generale G. E. Vahaanvati.

“Stiamo cercando di venirne fuori – ha spiegato – e lunedì avremo una risposta definitiva per questo problema”. Il caso marò rischia di essere, quindi, la prima grana per il nuovo governo guidato da Matteo Renzi.    
 

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