21 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Aprile 2021 alle 20:01:12

Cronaca

I vandali “visitano” il parco del Mirto


TARANTO – Inaugurato poco prima di Natale. E già visitato dai vandali. Succede a Paolo VI, al parco del Mirto. Stamattina è toccato al presidente della circoscrizione, Emanuele Di Todaro, allertare la polizia per constatare i danni alla struttura che si trova nel parco, un chiosco destinato a diventare un punto ristoro. Il gazebo è stato preso di mira dai vandali che hanno rotto i vetri per introdursi all’interno della struttura. Obiettivo del raid, però, potrebbero essere i cavi di rame, l’oro rosso ricercatissimo sul mercato illegale.

“Hanno iniziato a sfilare i fili della luce” spiega Di Todaro, che già qualche giorno fa aveva dovuto rivolgersi alle forze dell’ordine per bloccare un altro furto. “Abbiamo notato come lungo il perimetro del parco i ladri stessero scavando vicino ad un tombino, evidentemente pronti a portare via il cavo principale della pubblica illuminazione”. Il tombino è stato ripristrinato. Come capita in altri punti del quartiere, e della città, è stato realizzato un blocco di cemento per bloccare i ‘predoni del rame’. Fin qui la cronaca. Ma la vicenda ha inevitabilmente altri risvolti. Ad evidenziarli, lo stesso presidente della circoscrizione. “Il mio timore è che possa accadere la stessa cosa avvenuta per l’ex cinema Mignon che, pronto due anni e mezzo fa, è stato più volte visitato dai vandali, in attesa dell’affidamento della struttura. Eppure è chiaro che solo dando in gestione quelli che sono patrimoni della collettività si possono preservare”. Nel caso del parco, le richieste della circoscrizione sono precise: “O si provvede a recintarlo e a realizzare un cancello con degli orari di apertura, come per la villa Peripato, oppure si deve prevedere la vigilanza h24. Altrimenti che senso ha aprire – al sindaco non piace la parola inaugurazione, dice Di Todaro riferendosi ad un recente battibecco – una struttura per poi abbandonarla”. A curarsi del parco, intanto, sono i residenti. “Le buste per i cestini le procuriamo insieme ai volontari. E dire che c’era stata un’associazione che aveva offerto al Comune di occuparsi volontariamente della vigilanza. La lettera inviata al Patrimonio non ha ancora avuto risposta”.

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