29 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 29 Novembre 2020 alle 08:31:58

Cronaca

Ilva, l’accordo per i contratti di solidarietà spacca i sindacati

L'intesa è stata sottoscritta da Fim e Uilm, mentre non hanno firmato Fiom e Usb. I lavoratori interessati saranno 3.553


Ilva e una parte dei sindacati hanno trovato l'accordo per il rinnovo per il 2014 dei contratti di solidarietà nello stabilimento di Taranto, che riguarderanno un massimo di 3.553 lavoratori.

L'intesa è stata sottoscritta da Fim e Uilm, mentre non hanno firmato Fiom e Usb. I numeri dei contratti di solidarietà sono ridotti rispetto all'ipotesi di accordo del 30 gennaio scorso, scendendo da da 3.579 a 3.553.

Gli ammortizzatori sociali non interesseranno i locomotoristi dell'Acciaieria 1.

Una spaccatura tra i sindacati testimoniata dalle dichiarazioni al vetriolo rilasciate da Marco Bentivogli, Segretario Nazionale Fim Cisl e Mimmo Panarelli, Segretario Gen. Fim Cisl Taranto Brindisi.

«Si è appena concluso l’incontro per rinnovare anche per il prossimo anno i Contratti di Solidarietà dello stabilimento Ilva di Taranto. Nonostante, l’accordo sia di grande valore, perché, da un lato scongiura il ricorso alla Cassa integrazione e dall’altro si attesta un coinvolgimento massimale dei lavoratori identico a quello dello scorso anno (che allora fu firmato unitariamente), la Fiom si è rifiutata di firmarlo. Il motivo risiede nella nostra richiesta, come avvenuto in tutte le Regioni d’Italia, che vi sia un’integrazione del 10%, che riporti la copertura dal 70% all’80% del salario; proposta che solo in Puglia la Fiom si rifiuta di sottoscrivere, guarda caso per il rapporto che ha con il governatore regionale. I lavoratori devono sapere che, la  richiesta avanzata alla Regione Puglia da Fim e Uilm – senza il consenso della Fiom -, ad oggi, a distanza di alcune settimane, non ha prodotto ancora alcuna risposta».

«La mancata autonomia di alcune sigle sindacali – conclude la nota – potrebbe confermare il danno salariale durante il periodo di Cds, così come già accade da gennaio 2014 per effetti della Legge di stabilità».

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