Cronaca

Un referendum contro l’Eni


TARANTO – Referendum consultivo comunale. E’ la proposta lanciata dall’avvocato Nicola Russo, coordinatore del Comitato Taranto Futura, in relazione alla realizzazione dei progetti dell’Eni (nuova centrale e Tempa Rossa) e del raddoppio della Cementir. “Prendiamo atto della irrituale iniziativa autonoma di alcuni settori istituzionali ed economici della città, nell’adottare decisioni in violazione della Convenzione di Aarhus, impedendo quindi ai cittadini di partecipare ai piani e programmi per la tutela dell’ambiente e della salute – spiega Russo.

Ora intendiamo promuovere il referendum consultivo comunale riguardante il raddoppio della centrale elettrica Enipower, il progetto Eni Tempa Rossa e l’ampliamento della Cementir, al fine di evitare un carico maggiore di inquinamento da CO2 per la città, a fronte di seri pericoli riguardanti il traffico marittimo e la sicurezza, determinati proprio dall’attuazione di tali progetti”. Russo dunque lancia l’allarme relativamente alle emissioni inquinanti. “A nostro avviso con la nuova centrale Enipower si intende liberare nell’ambiente circostante il 600% in più di anidride carbo-nica. Si tratta di una vera speculazione sulla pelle dei cittadini. Allora ci domandiamo: perché costruire una nuova centrale con grave impatto ambientale, se la Regione Puglia è già esportatrice dell’82% dell’energia prodotta dagli impianti situati nel territorio? Si tratta, evidentemente, di mera attività commerciale e speculativa che i cittadini di Taranto assolutamente non meritano”. Taranto Futura si dice contraria anche al progetto Tempa Rossa per via del “grave pericolo incombente sull’ambiente e sulla sicurezza, in conseguenza del trasporto di petrolio dalla Basilicata a Taranto ed in seguito al raddoppio del traffico navale per il trasporto del greggio prelevato dalle cisterne dell’Eni di Taranto”. Anche i progetti della Cementir destano perplessità. “L’azienda, nell’affermare che intende solamente rinnovare i suoi impianti, dice anche che il tasso di CO2 per tonnellate di clinker prodotto (il componente base del cemento) passerà da 0,9396 a 0,7893, ma non dice che le tonnellate di clinker prodotte ogni anno passeranno da 482mila attuali a 768mila, con una proiezione a 800mila. Facendo un semplice calcolo, quindi, le emissioni di anidride carbonica passeranno da 482.887 tonnellate all’anno a 606.182, che potrebbero diventare 631.440”.

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