23 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Aprile 2021 alle 14:25:17

Cronaca

“Un’altra annata a rischio”

TARANTO – “Di trasferire ci trasferiremo, perché lo dobbiamo fare. Ma credo che le aree che ha deliberato il Comune nella rada di mar Grande, sotto il lungomare, non siano idonee a livello di produttività”. A parlare all’indomani del via libera della giunta comunale al trasferimento dal primo seno di mar Piccolo degli allevamenti delle cozze “al veleno” è Cosimo D’Andria, presidente del settore ittico della Confcommercio. D’Andria parla da operatore del settore e da uomo di mare “sono 55 anni che vivo sul mare.

A mio avviso quelle acque sono prive di nutrienti e quindi rischiamo di perdere un’altra produzione. Spero tanto di sbagliarmi e che alla fine i fatti non mi diano ragione. Ma, cosa accadrà se ad agosto, finito il periodo di sperimentazione, ci dovessimo accorgere che il prodotto non è buono? Ci saremo giocati un’altra annata, cioè la produzione del 2012”. Ai mitilicoltori tarantini interessati al trasloco sono stati dettati i tempi del passaggio in mar Grande: “ci dobbiamo trasferire entro il 30 marzo”. Sei i mesi di sperimentazione: “Anche se la Marina ha dato la disponibilità per 24 mesi, alla fine del primo semestre faremo le prime valutazioni”. Nel frattempo si dovrà provvedere alla bonifica del mar Piccolo che questa estate ha fatto parlare di è per i livelli di inquinamento oltremisura riscontrati dall’Asl nel primo seno. Proprio dove i 24 operatori “in regola” insieme ad un nutrito gruppo di “abusivi” avevano i loro allevamenti. Sono gli stessi operatori chiamati a fare armi e bagagli per andare nella zona antistante il lungomare. “A chi lavorava in maniera irregolare verrà data la possibilità di mettersi in regola”. Quindi si va via dall’area del mar Piccolo finita nell’occhio del ciclone, ma tra dubbi e riserve. E’ ancora D’Andria a considerare: “la bonifica di mar Piccolo? Non sappiamo se, quando e come avverrà”. E ancora: “I 480mila mq a disposizione sono troppo pochi, ce ne servirebbero quasi un milione di mq”. Praticamente il doppio “con questi spazi si rischia innescare una guerra tra poveri. Al trasferimento comunque non possiamo opporci, perché la salute pubblica resta al primo posto” commenta D’Andria. Anche lui è tra i mitilicoltori colpiti dall’emergenza scoppiata in piena estate: “l’incenerimento delle cozze è finito ormai da un mese e ai mitilicoltori è stato dato un sussidio di mille euro, a prescindere dalla quantità di prodotto persa”. Ora si apre un nuovo capitolo.

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